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Lesmo, rapinarono 44mila euro in monetine. Presa la banda

3 Aprile 2010

carabinieri-arrestoSi sono organizzati secondo precisi compiti. Due addetti al lavoro “duro”, ovvero entrare in banca alla chiusura, stordire il vigilantes e portare via i soldi, e tre addetti alla custodia ed al riciclaggio del denaro rapinato. Così il 23 dicembre scorso Agostino G., 44enne calabrese pregiudicato, insieme ad un complice è andato alla filiale del Credito Cooperativo di Lesmo, incappucciato e pistola alla mano.

Sistemata la guardia giurata con botte e spray soporifero, i rapinatori hanno aperto le porte di un portavalori e si sono portati via quasi 50mila euro, per lo più in monete da due euro in pacchi d 20 kg. Risvegliatosi qualche ora più tardi, il vigilantes aveva dato l’allarme ed i carabinieri, inizialmente, avevano sospettato anche di lui. Per mesi nessun sospettato era stato identificato, fin quando lo steso Agostino, a gennaio 2010, non si è presentato in un bar di Lissone dove, per un prestito, ha minacciato di morte un uomo, dal quale è stato denunciato.

Quando i carabinieri sono andati a casa sua, hanno trovato la pistola rubata alla guardia giurata, durante la rapina del mese precedente. In quel momento il vigilantes si è reso conto di conoscere il rapinatore, originario del suo stesso paese, con il quale negli ultimi mesi aveva bevuto caffè e parlato del suo lavoro. Era stato usato per scoprire particolari sulla banca ed i sistemi di sicurezza.

Una volta arrestato Agostino G., grazie alle intercettazioni telefoniche ed ambientali svolte in carcere, i militari sono riusciti a risalire a tutti i componenti della banda ed agli spostamenti del denaro rapinato. Passati attraverso diverse mani, i soldi sono stati in parte utilizzati per pagare le spese legali del capo banda, già in carcere per il possesso dell’arma, parte distribuiti tra i vari “custodi” e parte destinati ad un altro complice che, trattenendo per se il 10%, si era impegnato a riciclare i soldi attraverso un’autorimessa di sua proprietà.

Due giorni fa sono scattate le manette anche per G.B., monzese, G.M., di Sesto San Giovanni, arrestati in flagranza mentre si scambiavano 8mila euro presso l’autofficina e per C.C. di Lissone e A.G. di Sovico, che conservavano in casa parte del bottino. Per tutti l’accusa è favoreggiamento e ricettazione, mentre solo Agostino è stata contestata anche la rapina, il suo complice, probabilmente uno dei quattro arrestati, non è ancora stato individuato.

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