24 Novembre 2020 Segnala una notizia

L’UE affronta la questione Rom

17 Aprile 2010

L’integrazione sociale ed economica delle comunità Rom, la più consistente minoranza etnica dell’Unione europea, è l’obiettivo dell’azione dell’Unione europea su una questione che negli ultimi tempi ha assunto dimensioni importanti. Discriminazione e, in molti casi, segregazione sono fenomeni correnti e in contrasto con gli obiettivi del’inclusione: l’accesso a posti di lavoro e all’istruzione, agli alloggi e ai servizi sanitari è essenziale per la loro inclusione. Vivono oggi nell’UE tra i dieci e i dodici milioni di Rom, rappresentati al vertice europeo sui Rom che si tiene questa settimana a Cordova, in Spagna.

“La nostra è un’Unione fondata su valori forti, ragion per cui dobbiamo assicurare il rispetto dei diritti fondamentali dei Rom. La discriminazione contro questa minoranza etnica è inaccettabile. Trovare soluzione ai loro problemi va a tutto vantaggio delle nostre società.” ha affermato Viviane Reding, Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza. Secondo László Andor, Commissario UE per gli affari sociali: “Gli sforzi per l’integrazione dei Rom devono riguardare l’intero ciclo di vita, dalla scuola per l’infanzia al sistema scolastico generale per i bambini, dai  posti di lavoro per gli adulti all’assistenza per gli anziani. I Rom non hanno bisogno di un mercato del lavoro a parte né di scuole che perpetuino la segregazione dei loro bambini e non vogliono nuovi ghetti. Il Fondo sociale europeo è un importante strumento a sostegno di questo approccio trasversale.”

Il programma che la Commissione presenta a Cordoba è ambizioso (ec.europa.eu/roma). Esso si basa sull’utilizzo dei fondi strutturali, compreso il Fondo sociale europeo, per sostenere l’inclusione dei Rom. La questione Rom dev’essere considerata in tutti gli ambiti pertinenti a livello locale, nazionale ed europeo: occupazione, sviluppo urbano, sanità pubblica, fino agli eventuali allargamenti dell’UE.

I progressi fatti negli ultimi anni sono importanti. L’UE e i singoli Paesi si sono adoperati per rendere la normativa anti discriminazione e i finanziamenti UE più efficaci. In tali iniziative rientra la lotta contro la discriminazione, la segregazione e la violenza razzista, nonché il sostegno a programmi volti a spezzare il circolo vizioso di povertà, emarginazione sociale, risultati scolastici insoddisfacenti e una situazione sanitaria e alloggiativa carente.

Però, negli anni scorsi la Commissione ha avviato azioni giudiziarie contro 24 Paesi membri, che non hanno recepito correttamente le norme europee contro la discriminazione razziale. Dodici di questi casi sono ancora aperti, e gli altri si sono conclusi positivamente. Una piattaforma europea per l’inclusione dei Rom è stata creata nel 2009 a livello europeo, su iniziativa di tutti gli Stati dell’UE. Il quadro giuridico per lottare contro la discriminazione è solido, ma occorre mobilitare tutti i fondi a disposizione e sensibilizzare le popolazioni sull’urgenza di un’inclusione efficace sul territorio.

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Redazione
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