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La “casa ecologica” di Concorezzo consumerà un quinto di un edificio tradizionale

21 Aprile 2010

brambilla-casa-ecosostenibiUna casa che consumi un quinto rispetto a una “normale abitazione”. Che sia autosufficiente nella produzione di energia e abbia il minimo impatto ambientale. E’ questo il sogno diventato realtà di Roberto Brambilla, capogruppo della lista civica “per il bene comune” di Concorezzo, che ha realizzato la sua casa ecologica nella “corte nuova” di Concorezzo.

«Rispetto a 10 anni fa la eco-sostenibile ha una considerazione e un impatto maggiore – ha affermato il sindaco di Concorezzo Riccardo Borgonovo – aver creato questa casa proprio a Concorezzo è motivo d’orgoglio per la nostra città e spero che questi standard diventino presto di uso comune».

«Sono stato per vent’anni il rappresentante regionale del wwf – afferma Roberto Brambilla – e ho molto a cuore il nostro futuro e l’ambiente, estremamente legati fra di loro. Ad oggi l’Italia e anche la Brianza chiedono più risorse di quelle che hanno a disposizione, dipendendo di conseguenza per energia e cibo dagli altri paesi: il nostro obbiettivo è quello di diminuire il consumo di territorio e i consumi di energia, attraverso il nostro stile di vita e anche attraverso la nostra abitazione. Mediamente una casa italiana ha un fabbisogno energetico di circa 160/180 KWh per metro per anno, disperdendo enormi quantità di energia mal sfruttate. Nella mia nuova casa ecologica il consumo annuo è di circa 50 Kwh, con la stessa qualità della vita precedente al restauro, anzi direi migliore. Se poi si pensa che la mia casa precedente, dove stavo in affitto era a 235KWh/mq anno, si può facilmente intuire anche il grande risparmio economico».brambilla-roberto

L’edificio della “Corte nuova” dall’esterno sembra aver mantenuto quasi del tutto le forme originarie, ma è dentro la vera rivoluzione: le pareti hanno l’isolamento a base di sughero (cappotto), nel locale caldaia, con una fitta rete di tubi c’è lo spazio destinato allo stoccaggio della fonte di energia, il pellet, e sotto il calcestre del cortile, si nascondono 4 serbatoi per l’accumulo e riutilizzo dell’acqua piovana. Unico indizio, evidente anche per l’osservatore meno esperto, i pannelli fotovoltaici e l’impianto solare termico a tubi, che differenziano questo tetto dalle altre coperture.

«Dobbiamo pensare ad un futuro in cui dovremmo auto sostenerci – continua Brambilla – dobbiamo smettere di consumare il nostro territorio costruendo nuovi edifici, senza regole di ecosostenibilità, “mangiando” continuamente terreno agricolo a discapito della nostra salute. Continuando di questo passo arriveremo a un punto di non ritorno in cui non basteranno più le risorse a nostra disposizione. E’ quindi fondamentale sfruttare nel modo più intelligente le risorse presenti e ritrovare uno stile di vita più in armonia con la natura».

 

in foto: a destra Roberto Brambilla

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