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Pedemontana al via: iniziata la marcia controcorrente dei 22mila espropri

6 Marzo 2010

pedemontanaDopo più di cinquant’anni la Pedemontana diventa realtà. Era il 1954 quando si iniziò a parlarne. Era il 6 febbraio 2010 quando il governatore Formigoni ha posato la storica prima pietra a Cassano Magnago.

Ma ora che l’autostrada capace di unire cinque province attraversando la Lombardia da est a ovest è sulla rampa di lancio, arrivano anche i disagi. Come per esempio gli espropri. Sono 22mila quelli da fare lungo i 92 comuni attraversati su 87 chilometri, che diventano 157 se si considerano i 70 che interesseranno la viabilità locale.

E di questi ben 6mila sono nella Brianza monzese. Sono ben 28 su 55 i comuni che saranno attraversati dal colossale nastro d’asfalto. Sono spuntati come funghi anche i comitati anti-pedemontana. Nella sola Provincia di Monza, se ne contano oltre trenta. Tutti ferocemente agguerriti e arroccati sulle loro posizioni. Tutti disposti – almeno a parole – bloccare l’odiata super strada «vivi o morti». Gli interessi sono colossali: l’investimento stimato è di 4,7 miliardi di euro, di cui 1,2 finanziati dallo Stato, il resto col sistema del project financing.

Ma anche gli ostacoli da superare sono enormi. «Alla società Pedemontana – spiega l’Ad Vincenzo Perrone – sono arrivate ben 2.700 lettere di contestazioni. E il desiderio è di dialogare in modo costruttivo con tutti». Sono 70 gli edifici residenziali e produttivi che dovranno essere abbattuti: 24 tra imprese ed esercizi commerciali e 46 abitazioni. Tra gli espropriati, troviamo, numerose banche, aziende, e perfino l’Ente di sostentamento del clero. Ma soprattutto cittadini. Tanti, tantissimi privati cittadini che si sentono danneggiati e defraudati di un diritto privato.

Per ciascuna delle particelle catastali contestate bisognerà contattare i proprietari, accordarsi sul prezzo, chiudere la partita in via amichevole per evitare lungaggini. Un immenso rompicapo che richiede infinita pazienza e nervi saldi. Anche perché i tempi di realizzazione sono mozzafiato: entro il 2015 dovranno essere ultimate le tratte che vanno da Lomazzo, in provincia di Como, a Osio Sotto, in provincia di Bergamo, attraversando l’intera Brianza. Altrimenti, scatteranno le penali. E saranno dolori. In Brianza c’è viva preoccupazione.

Nel vimercatese l’autostrada attraverserà, da Arcore a Cornate d’Adda, spicchi di territorio densamente popolati e industrializzati. Passando sopra a case, giardini privati, piccole aziende agricole, come succederà a Cornate d’Adda e Ruginello. Anche nella Brianza Nord i problemi sono enormi. A Lentate sul Seveso, Meda, Desio e Cesano Maderno la Pedemontana porterà con sé modificazioni radicali alla viabilità e all’ambiente. A rischio ci sono anche coltivazioni di pregio come l’asparago rosa di Mezzago o la patata di Oreno.

Tra i più agguerriti ci sono i sindaci di Vimercate, Cornate, Bellusco, Sulbiate e Mezzago, che hanno fatto preparare una perizia tecnica per capire se l’ultima versione del percorso della Pedemontanta è l’unica possibile. «Contiamo di promuovere – spiega il sindaco di Sulbiate Maurizio Stucchi – una proposta di modifica con tutti i comuni interessati dal passaggio della Pedemontana, che tenga conto delle nostre osservazioni e delle esigenze di tutela dei nostri paesi». «Sono pronto a ricorrere alla giustizia civile – protesta il sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla – nel caso in cui le nostre richieste di modifica non saranno accolte».

 

 

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