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Intervista a Simone Rossi, lo scrittore che si autofinanzia il libro fa tappa a Vimercate

29 Marzo 2010

Disporre delle infinite risorse di internet. A questo deve avere pensato il forlivese Simone Rossi, scrittore e giornalista, quando, intrappolato dalla nera e recente crisi dell’editoria, ma con un manoscritto caldo nel cassetto, ha deciso di autofinanziare e autopromuovere, (nonostante abbia già pubblicato un libro, “La luna è girata strana”, edito da Zandegù), attraverso la rete, il suo secondo libro, sbriciolu(na)glio.

sbriciolunaglio-libro-copertinaE non è mancata la tappa brianzola, giovedì 25 marzo, al centro sociale Acropolis di Vimercate, dove, tra estratti del libro e musiche, Rossi ha presentato quello che è «un raccolto postumo», nella definizione dello scrittore.

Un’idea tanto semplice quanto geniale: attraverso il suo blog, http://simonerossi.tumblr.com, Simone, ha annunciato l’intenzione di stampare a proprie spese il libro, ricevendo, nell’immediato, centinaia di richieste di acquisto dai propri lettori e dando vita a un progetto letterario di cofinanziamento e coproduzione, se non unico, quantomeno raro nell’odierno panorama culturale italiano.

Ciao Simone, dove e quando parte il progetto?
Tutto nasce da un post che ho scritto su simonerossi.tumblr.com, il post lo trovi all’indirizzo: http://phonk.it/sbrisolonando. In breve, ho chiesto alla gente se era disposta a pre-finanziarmi un libro che ancora non esisteva. E’ successo che mi hanno risposto in 130, e con questi 1300 euro virtuali mi sono prodotto la stampa e la rilegatura della faccenda. Difficoltà poche, a parte la gestione del foglio excel spedizioni/pagamenti: per quel che posso cerco di fare dei gran reading in giro e di consegnare il libro di persona, ma sto pure spedendo un sacco di buste. In generale, questo libro è una scusa per andare in giro a fare dei reading di questo libro.
Delle repliche ne riparliamo all’esaurimento della prima tiratura.

Un commento sulla tappa brianzola?
Quando pensavo alla parola Brianza mi venivano in mente solo due canzoni: Coda di Lupo di De Andrè (poi tornammo in Brianza / per l’apertura della caccia al bisonte) e Una giornata uggiosa di Battisti (per fuggir via da te / Brianza velenosa).
In generale, associo ai luoghi le persone formidabili che questo libro mi sta facendo conoscere, che sono il vero propulsore di tutta la storiella.

Perché hai autofinanziato il libro (se hai una casa editrice)?
Come dicono i giovani, le case editrici stanno un po’ con le pezze al culo. Il giro di contatti che può avere un autore emergente al tempo della internet è tranquillamente paragonabile alle vendite probabili del suo romanzetto, e quindi tanto vale sbattersi e provare a fare le cose da soli. Avere pubblicato il primo libro con Zandegù mi è servito a non vergognarmi di dire che sono uno scrittore: se mi cerchi su ibs mi trovi. Di lì in poi, quello che conta è scrivere. Non sto facendo l’indipendente a tutti i costi: è ovvio che se mi chiama Einaudi io gli firmo pure le pareti dei bagni, però se deve pubblicarmi Pinco Pallo mi pubblico da solo. E mica per spregio a Pinco Pallo o a Zandegù o alle altre diecimila case editrici che si fanno un mazzo così: è che mi scoccia dare dei soldi a un distributore che lascia due copie del mio libro in ogni libreria e poi quelle copie non le vede nessuno. Se lo vuoi mi vieni a cercare, o conosci qualcuno che mi conosce, o conosci qualcuno che l’ha letto. Insomma: passaparola, il caro vecchio passaparola. Il passaparola funziona negli ambienti ristretti, se cresce troppo si distorce. Un po’ come la democrazia.

Se t’ispira questa cosa del libro dal titolo inspiegabile, sbriciolu(na)glio, mandami una mail a silkeyfoot@gmail.com e io te lo spedisco.

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