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Il Trattato di Lisbona rinforza i diritti dei cittadini europei

30 Marzo 2010

logo_europaI diritti individuali di tutti i cittadini europei sono più tutelati con la recente entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Diventa infatti vincolante per i Paesi dell’UE la Carta dei Diritti fondamentali, che garantisce i diritti civili, politici, economici e sociali di tutti i cittadini europei in sei aspetti: libertà, dignità, solidarietà, giustizia, uguaglianza e cittadinanza. Dal 1° dicembre scorso, data d’entrata in vigore del Trattato, la Carta è direttamente applicabile in tutti i sistemi giuridici nazionali dei Paesi membri dell’UE, accanto alle Costituzioni nazionali.

Quali principi tutela la Carta? Vediamo qualche esempio. Nel capitolo sulla dignità, riconosce tra l’altro il diritto alla vita di ogni individuo e il divieto di introdurre la pena di morte, ma anche di tortura e schiavitù. Non si può nemmeno praticare la clonazione riproduttiva degli esseri umani. Sulla libertà, c’è il diritto anche alla sicurezza, al rispetto della vita privata e familiare, oltre alle libertà di pensiero, coscienza e religione e alle altre libertà classiche. Sono proclamati anche il diritto d’asilo e il divieto delle espulsioni collettive o di quelle individuali verso Paesi che non garantiscono la tutela dei diritti umani.

Terzo punto, l’uguaglianza, che è anche – secondo la Carta – non discriminazione per ragioni di sesso, razza, colore della pelle, origine etnica o sociale, lingua, religione e così via. Per garantire l’effettiva parità tra i generi sono ammesse misure con vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato. Viene riconosciuto l’interesse superiore dei bambini e il diritto all’inserimento sociale e professionale dei disabili. Solidarietà significa invece, nella Carta, la tutela dei diritti dei lavoratori, il divieto del lavoro minorile e la conciliazione tra vita professionale e vita familiare. I sistemi di sicurezza sociale caratteristici dei Paesi europei vengono affermati, così come la lotta contro l’esclusione sociale e la povertà, e la tutela di salute, ambiente e dei consumatori.

La parte sulla cittadinanza estende, ad esempio, la libertà di circolazione e di soggiorno anche ai cittadini dei Paesi non europei che risiedono legalmente nell’UE. L’indipendenza e l’imparzialità dei giudici è invece uno dei principi cardine della parte della Carta riservata al tema della giustizia.

La Carta dà all’Unione europea, quindi, una perfetta personalità giuridica, oltre che una vera e propria natura costituzionale alla sua norma di riferimento, il Trattato di Lisbona. L’UE diventerà quindi membro a pieno titolo degli strumenti internazionali di tutela dei diritti fondamentali, insieme ai suoi singoli Stati membri. Sono state appena avviate, ad esempio, le richieste per l’adesione dell’Unione alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), che resta il massimo strumento in Europa di tutela dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

“L’adesione alla CEDU ha importanza politica, giuridica e simbolica”, afferma il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso. “Aderendo alla Convenzione l’Unione instaurerà, in tutta Europa, un sistema coerente di tutela dei diritti fondamentali che andrà a integrare il livello di protezione introdotto dal trattato di Lisbona con la Carta dei diritti fondamentali, che ha forza giuridicamente vincolante.”

Si crea così nell’UE una cultura comune dei diritti fondamentali. Ci sarà più armonia tra la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE e quella della Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo, con l’UE che diventerà il 48esimo membro della Convenzione dei diritti dell’uomo, insieme ai 47 Paesi del Consiglio d’Europa, cioè tutti gli Stati membri UE ma anche altri come ad esempio Russia e Turchia.

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