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Da Vimercate alla radio. Viaggio di andata e ritorno fra i due mondi di Luca Levati

29 Marzo 2010

luca-levatiNato a Vimercate nel 1962. Cresciuto in via Cavour nella trattoria dei suoi nonni, “da Orsolina”. Ha iniziato a lavorare a Radio Montevecchia all’età di 16 anni. Nel 1993 è diventato direttore di Radio Lombardia. Stiamo parlando di Luca Levati, vimercatese doc, che ci vuole raccontare della “sua” Vimercate e di quei cambiamenti che ha visto in questi anni.

Hai vissuto sempre a Vimercate?

Sì. Sono nato e cresciuto nella centralissima via Cavour, poi mi sono trasferito in piazza Roma ed ora abito alle spalle della chiesa. Devo dire, però, che negli ultimi 21 anni, da quando ho iniziato a lavorare a Milano per Radio Lombardia, non ho praticamente vissuto questa città. Ora, dopo un infarto che mi ha costretto a due mesi di riposo forzato, mi sono ritrovato a riscoprire la mia città. Passeggiando per il paese ho rivisto i luoghi della mia gioventù. Che ho trovato naturalmente cambiati. A volte, però, in peggio.

Spiegaci meglio. Cosa ti ha colpito maggiormente?

Ricordo nel ’78 che la città finiva alle scuole Emanuele Filiberto. Oltre c’erano solo campagna e qualche campo da calcio. Ora invece la città si è praticamente unita ad Oreno. La dove c’erano i campi stanno nascendo decine di nuove abitazioni. E poi quante auto affollano le vie: il numero di veicoli parcheggiati, anche nelle vie del centro, dove i residenti come me, si trovano alle volte ad essere poco considerati, è impressionanete. Inoltre il traffico è impressionante: non solo qui a Vimercate, ma in tutta la brianza si corre il rischio del collasso. Vimercate è ancora una città vivibile, ma molte sono le cose che si possono fare per renderla migliore.

Quali sono i problemi più grandi e qual è il tuo consiglio per come si potrebbe migliorare concretamente la situazione?

Il parcheggio è il problema principale. Ogni giorno il centro del paese viene invaso da centinaia di auto, in cerca di uno stallo, e precisooamo, non a pagamento. Merce rara anche per noi residenti, che non possiamo usufruire neanche di un pass per la sosta, vedendoci costretti a una continua ricerca. Perché non incentivare chi si reca in città per lavoro o per altro a lasciare l’auto nei parcheggi appena fuori dal centro storico, come nel parcheggio Sant Antonio o nel parcheggio di piazza Marconi, eliminando la sosta a pagamento? Sarebbe anche un primo passo verso la chiusura totale del centro storico, come recentemente il comune ha dichiarato di voler fare. E poi quante case sono state costruite negli ultimi anni, possibile che ci sia così tanto bisogno di case nella nostra città da giustificare tutto ciò? So che questi non sono problemi facili da risolvere, ma anche vero che bisogna metterci la testa e avere soprattutto una visione lungimirante per tirarsene fuori.

 

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