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Semplificazione per le piccole imprese: l’UE stimola l’azione dei governi nazionali

20 Gennaio 2010

È passato un anno dall’approvazione dello “Small Business Act” (SBA), la prima legge organica per le piccole imprese a livello UE, e il primo rapporto d’attuazione appena pubblicato (http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/small-business-act/) mette in evidenza i progressi fatti nei 27 Paesi e la strada che resta da percorrere. L’ambizioso testo che realizza il principio “Pensare anzitutto in piccolo”, cioè alla piccola impresa, nella gestione delle politiche e degli strumenti tanto a livello europeo quanto nei singoli Stati è di particolare rilevanza per l’Italia e la sua struttura produttiva, storicamente fondata sulla piccola impresa.

Nel nostro Paese si trova infatti il più alto numero di imprese di tutta l’UE (circa 4 milioni su 23), con una forte incidenza sull’occupazione: l’81% dei lavoratori sono occupati nelle PMI, e la metà del totale in imprese con meno di dieci dipendenti. Il 71% del valore aggiunto sul totale delle imprese italiane è prodotto dalle medie e piccole.

Da un anno l’Atto sulla piccola impresa è in vigore a livello europeo. Il rapporto appena presentato ricorda che in tutti i 27 Paesi sono state approvate misure a favore della piccola impresa, secondo i principi di riferimento dello SBA: semplificazione, accesso ai mercati, accesso al credito, promozione dell’attività imprenditoriale, e così via. In Italia il testo approvato per attuare lo SBA è la direttiva per rilanciare le piccole e medie imprese approvata dal Consiglio dei Ministri il 27 novembre scorso. Il testo è frutto di un lavoro promosso dal Ministero dello sviluppo economico dal’inizio dell’anno scorso sullo stimolo europeo dell’Atto, e contiene diverse novità, centrate soprattutto sul tema della semplificazione: l’istituzione di una legge annuale sulle PMI che in una volta sola contenga tutte le novità per la loro attività; una serie di semplificazioni amministrative, per ridurre gli oneri che gravano sulle PMI; l’attuazione dello sportello unico e la telematizzazione dei rapporti con la Pubblica amministrazione; il rafforzamento del Fondo di Garanzia e la creazione di nuovi strumenti finanziari per il credito delle piccole imprese; nuovi programmi di sostegno all’innovazione e all’internazionalizzazione; le norme che favoriscano la partecipazione delle PMI agli incentivi statali e regionali; la valutazione dell’impatto economico di leggi e regolamenti sulle PMI, anche attraverso specifiche consultazioni con le associazioni di categoria; e infine le misure per favorire l’accesso delle PMI agli appalti pubblici.

L’approvazione dell’Atto e la successiva messa in pratica è avvenuta però in un durissimo contesto di crisi economica, che sta ancora colpendo le imprese, e in particolare quelle più piccole. Perciò resta una lunga strada da percorrere. Il rapporto della Commissione europea presenta un’ampia gamma di misure realizzate in tutti gli Stati UE per realizzare il tema ricorrente dello SBA: il principio “Pensate anzitutto in piccolo”. Le aree sulle quali si è intervenuti maggiormente sono la riduzione del carico amministrativo, in cui, ad esempio, alcuni Stati come Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania hanno introdotto una “prova PMI” per assicurare che le nuove norme siano a loro favorevoli. Molti carichi amministrativi inutili sono stati demoliti, con notevoli risparmi per il mondo delle imprese. Tempi e costi medi per avviare iniziare una società a responsabilità limitata privata nell’UE sono stati ridotti a 8 giorni e a 417 euro in media. Diciotto paesi hanno creato gli sportelli unici per la creazione di imprese.

In seguito alla crisi sono state semplificate le regole dell’UE sugli aiuti pubblici, attraverso il regolamento globale d’esenzione per categoria. Prestiti e finanziamenti della Banca europea per gli investimenti sono aumentati a 11 miliardi e mezzo di euro nel 2009, inoltre sono state approvate norme sui ritardi dei pagamenti oltre la data di scadenza delle fatture: in diversi Paesi il limite è stato fissato a 30 giorni (in Francia ad esempio, mentre in Gran Bretagna la P.A. è ormai impegnata a pagare tutte le fatture in soli dieci giorni!). A quasi 7 miliardi ammonta il risparmio indotto dalle esenzioni introdotte per le micro imprese sugli obblighi di rendicontazione della contabilità.

Una lunga e completa serie di buone prassi sono elencate dal rapporto in diverse aree relative allo Small Business Act: dall’accesso al credito, all’apertura del mercato al settore dei servizi, allo stimolo all’imprenditorialità, attraverso, ad esempio, il nuovo programma europeo “Erasmus per i giovani imprenditori”. Nuove forme di garanzia e controgaranzia sono state introdotte in quasi tutti i Paesi, Italia compresa, per facilitare l’accesso al credito che, nel quadro di crisi, rappresenta il vero scoglio da superare per le piccole imprese.

L’Italia ha puntato molto anche sull’internazionalizzazione delle PMI e in quest’area rientra nel gruppo di Paesi che hanno maggiormente rinforzato gli aiuti pubblici per la promozione ed il finanziamento delle esportazioni. La nomina di Antonio Tajani a Vicepresidente della Commissione europea e responsabile del portafoglio industria e imprese, che diventerà operativa a inizio febbraio, dovrebbe aiutare a portare la dimensione della piccola e media impresa al centro dell’attenzione delle politiche europee, con un occhio particolare rivolto al modello italiano.

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