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Monza. Eruzioni immaginarie e ricerca: il nuovo libro di Massimo Gregori Grgi?

23 Gennaio 2010

o-vesuvio-libroMonza, tra eruzioni immaginarie e ricerca ecco il nuovo libro di Massimo Gregori Grgi?. Mettete un architetto navale, nonché professore universitario «a contratto», nato «per caso» a Firenze e che ha vissuto cinquant’anni a Monza, a dirigere un’azienda agricola sulle colline toscane. E alzi la mano chi, da questa curiosa combinazione, si immagina un romanzo con il titolo in napoletano.

Lui è Massimo Gregori Grgi?, 60 anni, e “O Vesuvio nun se ne fotte proprio”, edito da Esse Editore, 14.50 euro, è il suo quinto libro. «Lo definirei un romanzo di denuncia sociale, – esordisce l’autore – ho immaginato un’eruzione, per la verità non troppo irrealistica, del Vesuvio».

Quanta ricerca dietro a questo romanzo?
«Molta, anzi, moltissima. Ho letto, mi sono informato, ho studiato. Si tratta di una vicenda drammatica ma allo stesso tempo ironica, vengono dosati episodi di vita comune e riferimenti scientifici precisi e circostanziati».

Ci dobbiamo aspettare scenari catastrofici in perfetto stile hollywoodiano?
«Assolutamente no! Con le debite proporzioni questo romanzo si accosta a un classico come “Il nome della rosa”, di Eco. Anche io mi baso su un ordito storicamente verificabile e ci ricamo sopra una storia, dei personaggi, una trama».

Quale è la situazione odierna del Vesuvio?
«E’ un vulcano esplosivo e ha dimostrato, nel tempo, una certa ciclicità nei fenomeni d’eruzione. Tutta la comunità scientifica è seriamente preoccupata, pare che gli italiani, in particolare i campani, siano i meno impensieriti».

Come arriva alla scrittura un ingegnere navale?
«Sono figlio di una maestra elementare e sono sempre stato abituato a leggere molto. Inoltre, grazie alla mia professoressa di scienze del liceo (Frisi, ndr), Antonietta Bardolla, mi sono appassionato alla ricerca scientifica e allo studio di certi fenomeni».

Dica la verità, nonostante il cascinale sulle colline pisane, non le manca Monza?
«Molto. Sono andato via fisicamente ma non con il cuore. La mia grande casa di San Fruttuoso è stata riadattata per i miei figli, mia moglie e io siamo venuti qui a ritrovare un po’ di intimità».

E l’occasione per un gradito amarcord si presenta già domenica 24 gennaio, alla libreria “Libri & Libri” di via Italia, a Monza, dove, alle ore 11, il romanzo verrò presentato al pubblico brianzolo.

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