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L’ultimo sogno di Michael Jackson? Si è fermato a Meda

19 Gennaio 2010

Jackson-michaelL’ultimo desiderio di Michael Jackson? E’ rimasto a fermo Meda. Bloccato in un atelier di una delle aziende del mobile più rinomate d’Italia: la Colombostile. Il re del pop, poche settimane prima di morire, si era rivolto ai maghi del legno della Brianza per arredare l’appartamento di Londra in cui voleva ritirarsi nel corso delle riprese del suo ultimo film-concerto, «This is it».

Per rendere il più possibile confortevole e bella la casa dove avrebbe voluto trasferirsi a vivere negli ultimi anni della sua vita, l’autore di Thriller spese una fortuna: una poltrona rivestita di pelle raffinatissima e degna di una regina, acquistata appositamente per far sedere la sua grande amica Elizabeth Taylor; una sedia interamente tempestata di conchiglie, pensata invece per la piccola sirenetta di Jacko, la figlia Paris. E ancora costosissimi divani rivestiti di pelle tigrata e zebrata, capaci di assecondare il suo gusto insieme raffinatissimo ed eccentrico. C’era perfino una scrivania personale realizzata con legni pregiati e dotata di un cassetto invisibile e segreto.

Michael lavorò all’arredamento del suo buon ritiro londinese fino alle ultime ore della sua vita. Per non correre il rischio di perdere i mobili, il cantante accettò senza battere ciglio di versare una maxi caparra di 700mila euro. Poi, è successo quel che è successo: la dose da cavallo di calmanti prescritta dal medico personale Conrad Murray, il malore improvviso, la corsa disperata in ospedale, la morte del tutto inaspettata che lasciò sgomenta milioni di fan, a pochi giorni dal debutto del suo grande ritorno sul palco che avrebbe dovuto avvenire – appunto – a Londra.

mobile-JacksonL’improvvisa morte del grande cantante lasciò di sasso anche gli artigiani di Meda, fino a poche ore prima a stretto contatto con il cantante: «Purtroppo – ha fatto sapere Colombostile in un comunicato stampa – a causa della sua tragica morte, la spedizione non è stata effettuata e i mobili da lui personalmente selezionati, sono oggi giacenti nella nostra azienda».

I mobili di Michael non furono mai spediti a Londra e sono rimasti nell’atelier della Colombostile. E ora – a sei mesi dalla morte della rock star – l’azienda brianzola ha accettato la decisione della famiglia di Michael Jackson di non ritirarli più e la richiesta di riavere indietro i soldi della caparra, così come c’è scritto in una lettera firmata dalla madre dell’artista, Katherine: «Siamo molto dispiaciuti per quanto è accaduto, come potete immaginare non è un periodo felice per nessuno, ma so che Michael amava molto i vostri mobili».

La somma di denaro è così stata restituita. E ora Colombostile sarà libera di vendere i preziosissimi mobili a chi vorrà acquistarli. Ed facile immaginare che gli ultimi mobili di Michael Jackson non saranno a buon mercato.

 

 

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