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Question time sulla crisi. Interrogazioni con risposta tra Spreafico e Rossoni

5 Ottobre 2009

Le aziende che usufruiscono di cassa integrazione in deroga sono 6640 e ne beneficiano 49272 lavoratori. Oltre a queste imprese, ci sono 820 richieste (per altri 4864 lavoratori) in fase di accettazione, mentre altre 2572 imprese (per 22296 dipendenti) hanno inoltrato domanda di Cig. Sono questi i numeri della fase recessiva che ha colpito anche la Lombardia e che sono stati forniti il 15 settembre dal Consiglio Regionale nel primo question time, previsto dal nuovo Regolamento, dall’Assessore al Lavoro e Formazione Professionale Gianni Rossoni.

Ad illustrare l’interrogazione presentata dal Partito Democratico è stato Carlo Spreafico, che ha invitato la Giunta a fornire il quadro della situazione economico lombarda, richiedendo la quantità di ammortizzatori sociali in deroga utilizzata e le previsioni per i prossimi mesi. ”Chiedo inoltre – ha aggiunto Spreafico – se è previsto di garantire a tutti i lavoratori privi di ammortizzatori sociali la certezza di un reddito mensile almeno di 700 euro”.

L’Assessore Rossoni, dopo avere reso noto il numero delle aziende e dei lavori che utilizzano la Cassa integrazione in deroga, ha sottolineato che  i tempi della fase istruttoria per la richiesta i Cassa è stata ridotta per cercare ”di poter monitorare su periodi più brevi il reale utilizzo del beneficio, con conseguente liberazione di eventuale risorse non utilizzate”. Per quanto riguarda la garanzia di fornire a tutti i lavoratori privi di ammortizzatori un reddito mensile pari almeno a 700 euro, Rossoni ha detto: “Non spetta alla potestà legislativa regionale introdurre nuove politiche passive. Regione Lombardia ha però deliberato per il 2009 la Dote Lavoro per 112 milioni, che ha coinvolto 16 mila persone. Per 3 mila di esse sono state erogate politiche attive, per altre 13 mila oltre alle politiche attive è stata erogata una indennità di partecipazione pari a 300 euro al mese per 10 mesi e ha riguardato tutti coloro che non percepivano alcuna indennità ed erano privi di tutela”.

Come da Regolamento, c’è stata la replica di Spreafico: “Le informazioni e le cifre fornite ci danno finalmente un quadro della situazione lombarda. Rimarco la necessità che Regione Lombardia migliori in suo sistema previsionale perché è importante che sia nelle condizioni di fare proiezioni sull’evolversi delle dinamiche economiche e dunque possa offrire tempestività d’intervento. Per quanto riguarda il reddito minimo di 700 euro ai lavoratori privi di tutela, è vero che la Regione non ha il compito di introdurre nuovi ammortizzatori sociali. Tuttavia se le risorse, come ha detto recentemente anche il Presidente  Formigoni, ci sono, non vedo perché solo alcuni lavoratori debbano rimanere esclusi dall’indennità”.

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