11 Maggio 2021 Segnala una notizia

Quali misure per il settore lattiero-caseario?

4 Ottobre 2009

latteQuali iniziative sono state intraprese dalla Commissione europea per risolvere l’attuale crisi del settore lattiero-caseario? Lo dico subito: la ricerca delle soluzioni è complicata, e la Commissione è impegnata da tempo con il Parlamento europeo su questo settore.

La commissione per l’agricoltura del Parlamento europeo ha chiesto quale sia la situazione corrente del mercato. Anzitutto, una buona notizia: i prezzi stanno migliorando! Do qualche esempio: in un mese I prezzi del burro sono saliti del 4% in Francia, dell’8% in Germania e anche di più nel Regno Unito. I prezzi del latte scremato in polvere sono aumentati del 4% sia in Francia che in Germania, e del 2-3 percento medio nell’Unione Europea.

I prezzi del formaggio sono cresciuti fino al 7% da quando abbiamo rimosso la clausola del “valore minimo” per le esportazioni in agosto. In agosto la media dei prezzi del latte nell’Unione Europea si è alzata di quasi il 2%. Di conseguenza, l’intervento sull’acquisto si è praticamente interrotto perché il prezzo di mercato è più alto del prezzo di intervento.

Non siamo ancora al livello che desideriamo, ma siamo sulla buona strada. Questo mi rende convinta come non mai che la politica che abbiamo intrapreso fino ad adesso sia quella giusta.

Ci attendiamo di spendere un extra di circa 600 milioni di euro sulle misure di mercato in un periodo di dodici mesi. I pagamenti diretti possono essere effettuati prima: il 70% dal 16 ottobre piuttosto che dal 1 dicembre. Si tratta di una notevole mole di soldi. Nella riforma del 2003 abbiamo messo un extra di 5 miliardi di euro nello Schema di Pagamento singolo per compensare le riduzioni ai prezzi di intervento. Nell’ambito dell’analisi sullo stato di salute della Politica agricola comune (l'”Health Check”), realizzata nei mesi scorsi, e della serie di misure prese dalla Commissione per far fronte alla crisi finanziaria, sono stati stanziati 4,2 miliardi di euro supplementari per far fronte a “nuove sfide”, inclusa la ristrutturazione del settore lattiero-caseario. Tutto ciò, chiaramente, si aggiunge a quanto è già fruibile nella nostra politica di sviluppo rurale, nonché sotto forma di aiuti di stato.

Come ho detto, il nostro attuale approccio sembra funzionare. E perciò sono più determinata che mai a non tornare indietro con misure che nuocerebbero al nostro settore lattiero-caseario nel lungo periodo e lascerebbero gli agricoltori senza punti di riferimento. In altre parole, fare un’inversione a U sulle decisioni dell’Health Check non è un’opzione che prendiamo in considerazione, e il Consiglio Europeo ci ha chiesto di non farlo.  Perciò, mantenere il sistema delle quote latte oltre il 2015 non è in discussione. Neppure congelare le quote è sul tavolo della discussione, così come qualsiasi ritorno all’uso di certi strumenti di mercato costosi, ma inefficaci, adoperati in passato.

Ma ciò non significa certamente che abbiamo finito il nostro lavoro. È il tempo per un’ulteriore azione, intesa soprattutto alla sostenibilità del settore nel lungo periodo. Anzitutto, gli aiuti di stato. Nello scorso luglio, la Commissione europea ha riportato a galla l’idea che gli Stati dell’UE potessero temporaneamente offrire aiuti fino a 15 mila euro agli agricoltori nel contesto a termine della crisi. La Commissione ha preso l’iniziativa su questo e si aspetta un cambiamento delle regole già nelle prossime settimane.

Secondo: la razionalizzazione delle procedure per rispondere alle crisi nel settore lattiero-caseario. Un articolo della legislazione sul mercato interno europeo consente alla Commissione di intraprendere velocemente azioni temporanee durante i periodi di perturbazione del mercato, ma il settore lattiero-caseario è escluso dall’applicazione di questa norma. Ho intenzione di proporre di coprire il lattiero con questa misura, anche per altri problemi nel futuro. Per esempio, una nostra recente estensione dell’intervento è stata approvata dal Consiglio, e se il settore lattiero-caseario fosse coperto dall’articolo di cui ho parlato, potremmo fare questo genere di cose con maggiore rapidità nel futuro. Parlando più in generale, potremmo con effetto quasi immediato prendere misure per stimolare la domanda, anche se temporanee e con le risorse finanziarie disponibili.

Un altro punto è la possibilità per i Governi nazionali di acquistare quote dagli agricoltori del loro Paese e metterle nella riserva nazionale. In altre parole, se i singoli produttori superano la loro quota, ma lo Stato nel suo insieme non va oltre, non è pagato nessun prelievo supplementare. Io proporrò che le quote in eccesso acquistate che vanno a far parte della riserva nazionale non contino più come quote nazionali, quando si tratta di decidere se il prelievo di eccedenza sia dovuto o no. Se il prelievo supplementare viene poi raccolto, la parte corrispondente alla quota in eccesso acquistata può essere utilizzato per la ristrutturazione.

Stiamo intraprendendo ora queste ed altre azioni con un impatto quasi immediato sui mercati. Ma abbiamo anche bisogno di fare qualcosa pensando al medio e lungo termine. La prima questione è come utilizzare i rapporti tra i produttori di latte e l’industria lattiero-casearia per meglio bilanciare la domanda e l’offerta sui mercati. Credo che questo sia un approccio molto migliore rispetto al sistema delle quote, ed è già in atto in alcune parti dell’Unione europea. I produttori di latte e i caseifici hanno preso accordi chiari, che eliminano un sacco di incertezza. D’altro canto, alcuni Stati semplicemente non utilizzano i contratti. Ma questo può essere cambiato da un quadro giuridico per tali rapporti contrattuali, salvaguardando al tempo stesso la concorrenza leale.

Il secondo problema di lungo termine è quello della “bilancia del potere” – o forse sarebbe meglio dire lo “squilibrio di potere” all’interno della catena alimentare nel settore lattiero-caseario. La Commissione presenterà una prima relazione sul funzionamento della catena del settore lattiero-caseario di fornitura entro la fine dell’anno. Ma penso che non basterà.

In terzo luogo, abbiamo bisogno di discutere se un mercato lattiero-caseario in Europa possa contribuire a rendere più trasparenti i prezzi nel lungo termine. Infine è molto importante discutere di costi di produzione e innovazione. Nel settore lattiero-caseario europeo, vediamo i produttori che utilizzano la tecnologia per contenere i costi, e produttori che ottengono rendimenti migliori sui prodotti di alta qualità per i gusti specifici che sui prodotti di base. Ma non tutti i produttori si trovano in questa situazione. Dovremmo fare tutto il possibile per diffondere le buone pratiche.

Articolo di Mariann Fischer-Boel, Commissaria europea all’agricoltura e allo sviluppo rurale

Condividi questa notizia

Facebook & Newsletter

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Redazione
La redazione di MB News è composta da giornalisti professionisti e pubblicisti. Il direttore è Matteo Speziali col quale ogni giorno chi collabora con il giornale si confronta per offrire a voi lettori un giornale di giorno in giorno più interessante e più vicino a voi. Se avete qualche bella storia da raccontarci o se volete denunciare un fatto chiamate lo 039361411 oppure scrivete a [email protected] .


Articoli più letti di oggi