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Nomos, Pegasus e Polo Hi-Tech: ecco emergere le nuove eccellenze Made in Brianza

18 Ottobre 2009

Nomos e Pegasus nomi che rimandano alla classicità greca ma che oggi sono i marchi di due piccole aziende del vimercatese che con coraggio investono il 30 per cento del fatturato in ricerca e che con i loro nuovi prodotti potrebbero rappresentare il futuro del Distretto High Tech. Presentate come il fiore all’occhiello (ma soprattutto come speranza, ndr) del progetto “Distretto High Tech, presente il direttore Giacomo Piccini, e il partner Camera di Commercio di Monza e Brianza, il cui segretario generale, Renato Mattioni, ha però portato anche i preoccupanti dati sull’occupazione riguardanti il settore tecnologico.

Nomos e Pegasus sono aziende che ce la stanno facendo, e anche molto bene, in questa congiutura economica sfavorevolissima.

Nomos produce frigor, ma di quelli speciali che conservano frutta e verdura, per esempio, per un tempo di quattro o cinque volte più lungo rispetto a quelli utilizzati finora. Il processo si chiama refrigerazione passiva e corregge tutte le imperfezioni del normale ciclo del freddo e si basa su geniale sistema messo a punto da Alberto Ghiraldi, ingegnere titolare dell’azienda, che ha studiato il modo di accumulare e poi mantenere a lungo le temperature costanti. E così da Olgiate Molgora, ma presto avverrà il trasferimento a Vimercate in un luogo più adatto alle grandi prospettive produttive che l’aspettano, sta avvenendo la rivoluzionando del ciclo del freddo:” Si abbassano drasticamente i consumi energetici – spiega Alberto Ghiraldi – Potendo conservare più a lungo le merci, ci si può permettere di fare meno viaggi, abbattendo l’impatto ambientale. Ma non solo, con questo sistema si può cogliere frutta e verdura molto più vicine alla loro maturazione ideale, aumentandone la qualità”. E chi meglio di sloowfood non poteva certificare questa sperimentazione? Da qui poi le applicazioni sono pressoché infinite: non a caso sono stati fatti esperimenti a Mazara del Vallo per la conservazione del pesce e il 26 ottobre in collaborazione con Provincia e Comune di Milano e Sogemi partirà l’applicazione ai mercati generali del capoluogo lombardo. Presto questo sistema verrà applicato anche in campo medico per il trasporto dei vaccini, ma intanto la Nomos ha vinto nel 2002 il premio Onu a il Cairo per la miglior innovazione nel campo alimentare. Giusto due numeri: nel 2008 il fatturato era di 1 milione di euro, 1,5 sarà quest’anno. Naturalmente sarà necessario più personale per soddisfare il crescere degli ordini.

Pegasus è il secondo esempio di eccellenza che ha brevettato un sistema che allunga la vita e la resa dei pannelli solari. “Innanzitutto stiamo attuando un modello industriale estremamente moderno che si basa sul fare rete: abbiamo coinvolto diverse aziende in Italia come all’estero ognuna per la sua specificità creando un sistema fluido e veloce – descrive Claudio Fasce, proprietario dell’azienda che ha sede ad Arcore – Nella microelettronica subiamo una concorrenza ferocissima dall’Oriente, ma la nostra forza sta nel soddisfare le esigenza dei clienti in meno tempo garantendo un’alta qualità”. E il Made in Italy si dimostra grazie alla creatività che ci è tipica, ma soprattutto grazie a tanta innovazione e formazione un passo avanti. Così le applicazioni vanno dal fotovoltaico alla sensoristica applicata al campo della sicurezza. I numeri sono di quelli interessanti: il fatturato del 2008 è stato di 300 mila euro, la proiezione per la fine del 2009 è di 2 milioni di euro, fino ad arrivare a breve, nel 2010, a 5 milioni di incassi. Ora i dipendenti sono venti, le assunzioni saranno proporzionate alla crescita prevista.

“E il ruolo del Distretto High Tech?” abbiamo chiesto. La risposta è stata: “Fondamentale”.

In sintesi Giacomo Piccini e il suo staff, a dir il vero esiguo, hanno fatto da collante per le fondamenta di queste due eccellenze: il Distretto ha favorito l’accesso al credito, ha permesso l’accesso a fondi destinati alla formazione del personale, ha creato in parte la filiera e la rete. Ma non solo: si è sobbarcato alcune pratiche burocratiche che andavano dalla preparazione di vari documenti alla partecipazione dei bandi.

“Abbiamo aumentato l’efficienza di sistema” ha concluso laconico il direttore del Distretto.

 

 

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