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L’Italia deve restituire all’UE 4,5 milioni sulle spese agricole

14 Ottobre 2009

Per una volta non siamo i primi: Francia e Spagna pagheranno la parte più consistente dei 215 milioni totali. Ammonta a 4 milioni e 500 mila euro il rimborso che l’Italia deve effettuare a Bruxelles per spese irregolari relative alla politica agricola, nei settori dello zucchero, degli agrumi e delle conserve sott’olio. Una restituzione nettamente inferiore rispetto a simili provvedimenti del passato recente, e anche rispetto ad altri Paesi comunitari. La Francia, infatti deve restituire 70 milioni e la Spagna quasi 40, i Paesi Bassi 25, Grecia, Gran Bretagna, Polonia, Portogallo e Ungheria oltre 10. In totale, i 18 Paesi dell’UE coinvolti dovranno restituire 214,6 milioni di euro corrispondenti a spese agricole sostenute indebitamente.

Il provvedimento nei confronti dell’Italia riguarda in dettaglio le seguenti infrazioni: lacune nei controlli e pagamenti indebiti per lo zucchero importato dai Balcani (per 1,34 milioni di euro), 3,54 milioni per diverse lacune di controllo e insufficiente qualità dei controlli amministrativi, contabili e in loco sulla trasformazione degli agrumi, e infine 570 mila euro sulle istruzioni di controllo e supervisione insufficienti nella filiera delle conserve all’olio d’oliva.

Queste somme torneranno nelle casse comunitarie in seguito al riscontro, effettuato dalla Commissione europea, della mancata osservanza della normativa comunitaria o di inadempienze nelle procedure di controllo della spesa agricola. Se infatti gli Stati membri sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune (PAC), spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi.

Nel commentare la decisione, Mariann Fischer Boel, commissaria europea all’agricoltura e allo sviluppo rurale, ha affermato “La Commissione si sta impegnando per garantire il miglior controllo possibile della spesa agricola. Il sistema in atto sta dando i suoi frutti e non cesseremo di migliorarlo ancora.”.

I recuperi riguardano l’Austria, il Belgio, la Repubblica ceca, la Germania, la Spagna, la Finlandia, la Francia, la Gran Bretagna, la Grecia, l’Ungheria, l’Irlanda, l’Italia, la Lituania, Malta, i Paesi Bassi, la Polonia, il Portogallo e la Slovenia. Le principali rettifiche per Paese sono 48,1 e 22,9 milioni di euro (relativi agli anni 2006 e 2007) a carico della Francia per carenze nei controlli in loco e per l’applicazione non corretta di sanzioni nel campo della condizionalità; 31,7 milioni di euro a carico della Spagna per carenze nei controlli ed errata applicazione di sanzioni nel settore dell’olio di oliva; 16,6 milioni di euro a carico dei Paesi Bassi per carenze nel sistema di identificazione delle particelle agricole e nei controlli amministrativi e in loco e per la mancata applicazione di sanzioni; 12 milioni di euro a carico dell’Ungheria per carenze nel sistema di identificazione delle particelle agricole e lacune nei controlli delle altre superfici, e 10 milioni di euro a carico della Polonia per insufficiente qualità e quantità dei controlli sulle misure di sviluppo rurale.

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