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Limbiate, gli sequestrano il fratello perché non paga il pizzo

5 Ottobre 2009

carabinieri3Prima gli hanno chiesto un «stipendio» di 500 euro al mese per «assicurarsi la loro protezione». Poi, hanno preteso una «donazione» di 75mila euro «per evitare guai». Infine sono passati alle maniere forti: e gli hanno sequestrato il fratello, picchiandolo, legandogli mani e piedi, imbavagliandolo, bendandogli gli occhi e tenendolo nascosto in un bosco a Cesano Maderno. Decisi a non liberarlo fino a quando non avesse consegnato l’ingente somma di denaro. A porre fine al lungo calvario di un commerciante pachistano di 37 anni, residente a Limbiate, sono stati i carabinieri di Desio.

Con un blitz i militari, dopo aver smascherato i ricattatori, sono riusciti a liberare il 26enne pachistano, tenuto sotto sequestro per una notte intera, e ad arrestare i suoi carcerieri per rapina e sequestro di persona. Ora i sette pachistani – tutti regolari, con un lavoro e un età tra i 29 e i 36 anni – sono rinchiusi nel carcere di San Vittore.

L’odissea del commerciante pachistano era iniziata alcuni mesi fa. Il 37enne aveva aperto un phone center ed era riuscito a fare fortuna, raggiungendo un elevato tenore di vita e suscitando l’invidia di alcuni suoi connazionali, tutti con un lavoro regolare e un buon stipendio ma decisamente meno ricchi di lui. I ricattatori hanno iniziato con piccole richieste di denaro: non più di 500 euro al mese.

All’inizio erano stati quasi gentili. Poiché il commerciante aveva opposto un netto rifiuto, avevano iniziato a perseguitarlo, insultandolo, minacciandolo, danneggiandogli il negozio e malmenandolo, al punto da costringerlo a farsi medicare al pronto soccorso per contusioni alla testa e al viso. Con il tempo le richieste di denaro si erano fatte più insistenti e le minacce e le percosse sempre più frequenti. Alla fine, per convincerlo a consegnare i soldi richiesti, non hanno esitato a sequestrare il fratello del commerciante, che lavorava insieme a lui nel negozio. E a minacciarlo: «Se vuoi rivedere vivo tuo fratello, dacci subito i soldi».

Sotto choc, e disperato all’idea che il suo parente potesse essere ucciso, il 37enne ha chiesto aiuto a i carabinieri di Desio. I militari sono riusciti a scoprire il nascondiglio dove era tenuto nascosto il 26enne. Senza che i sette carcerieri avessero il tempo di reagire, sono riusciti a liberare il prigioniero e ad ammanettare i sette pachistani.

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