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Da detenuto a capitano d’industria grazie alla Camera di commercio Monza e Brianza

8 Ottobre 2009

Da detenuti a imprenditori. Da una condizione pesante e ben poco invidiabile a uno status che – nonostante la crisi economica – è ancora oggi molto stimato e ammirato e considerato sinonimo di alta qualità della vita. Un passo avanti decisivo, che da oggi potrà essere favorito da un’iniziativa sociale della Camera di commercio di Monza e Brianza.

Per favorire e promuovere l’inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti in qualità di lavoratori autonomi, la Camera di Commercio di Monza e Brianza, in collaborazione con Formaper, organizzerà un corso di orientamento e formazione al lavoro autonomo, destinato ai detenuti di Monza, finalizzato alla pianificazione del proprio rientro nel mercato del lavoro.

Il progetto è stato presentato in occasione del seminario “Opportunità per le imprese e per il territorio: come favorire l’inclusione sociale dei cittadini detenuti” che si è tenuto oggi presso la sede della Camera di commercio di Monza e Brianza.

“E’ il primo progetto di questo genere in Italia – spiega con orgoglio il direttore della Camera di commercio di Monza e Brianza, Renato Mattioni -. Fino a ieri nelle carceri c’erano solo corsi di formazione per imparare un mestiere che necessitano comunque un’assunzione da parte di un’azienda. L’obiettivo è quello di far capire ai detenuti che il lavoro, quando non si trova, si può anche inventare”.

I corsi partiranno dal mese di gennaio. Ed è soddisfatto anche il direttore della casa circondariale di Monza, Massimo Parisi: “Penso che si possa iniziare con una ventina di detenuti. Un progetto importante perché così il recluso inizia a ragionare in modo diverso, in una logica di autoimprenditorialità e anche di legalità”.

Trecento le ore di corso messe a disposizione del carcere di via Sanquirico, destinate in modo particolare ai detenuti a fine pena: “I detenuti inizieranno a fare un classico bilancio di sé, cercando di capire quali competenze possano avere – spiega Mattioni -. Poi, passo dopo passo, arriveranno alla stesura di un vero e proprio business plan della propria vita”.

In Lombardia sono 499 i detenuti che lavorano in azienda pur restando dietro le sbarre. Ad assumerli sono imprese specializzate e cooperative. Ma il passaggio diretto da carcerato a capitano d’industria è un passo (anzi due) avanti in più.

 

 

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