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Ammenda UE per 83 milioni di euro a otto imprese italiane del cemento

11 Ottobre 2009

Ammende per un importo complessivo di 83 250 000 di euro a Alfa Acciai, Ferriere Nord, Feralpi, IRO, Leali, Lucchini, Riva Fire e Valsabbia: la decisione della Commissione europea punisce le imprese responsabili di aver creato un cartello nel settore dei tondi per cemento armato in Italia. Una precedente decisione era stata annullata il 25 ottobre 2007 dal Tribunale di primo grado, per motivi procedurali. Le imprese hanno fissato diversi elementi del prezzo dei tondi, utilizzati nell’edilizia per rafforzare i pilastri e altre strutture in cemento armato, e hanno limitato o controllato la produzione e le vendite. L’infrazione è durata dal dicembre 1989 al maggio 2000. A parte una piccola eccezione (la multa per Lucchini è stata ridotta da 16,14 a 14,35 milioni di euro), le ammende adottate oggi sono le stesse della decisione originale.

Il commissario responsabile della Concorrenza Neelie Kroes ha dichiarato: “Con la decisione odierna, la Commissione ha dimostrato chiaramente che i partecipanti ai cartelli non possono sfuggire alle ammende per motivi procedurali”. Nel 2002 la Commissione europea aveva condannato per la prima volta il cartello sulla base del trattato europeo sul carbone e l’acciaio (CECA). La validità di questo Trattato, firmato dai Paesi UE nei primi anni Cinquanta, è oggi scaduta, ma non per questo vengono ammesse violazioni della concorrenza nel settore siderurgico.

Le otto imprese interessate producevano nel 1989 circa il 30% dei tondi per cemento armato fabbricati in Italia. Nel 2000 tale percentuale è salita a più dell’80%, visto che durante il cartello il numero delle imprese presenti sul mercato è sceso da circa 40 a meno di dodici. Le ammende inflitte a Riva e a Lucchini riflettono la loro dimensione globale, di gran lunga superiore a quella delle altre imprese interessate. Nel quantificare l’ammenda a Ferriere Nord si è tenuto conto di più elementi: se da un lato la sua partecipazione all’infrazione ha avuto una durata più breve rispetto a quella degli altri partecipanti al cartello, dall’altro il fatto che l’impresa avesse già partecipato ad un cartello sul mercato della rete saldata (nel 1989) ha costituito una circostanza aggravante. Infine Ferriere, l’unica impresa che ha comunicato alla Commissione informazioni utili sulle modalità di funzionamento del cartello, ha beneficiato di una riduzione del 20% dell’ammenda.s

Le multe sono ripartite tra le otto aziende come segue: Alfa Acciai 7.175.000 euro; Ferali Holding 10.250.000; Ferriere Nord 3.570.000; Industrie Riunite Odolesi 3.580.000; Leali e Acciaierie Leali Luigi 6.093.000; Lucchini e S.P. 14.350.000; Riva Fire 26.900.000, e Valsabbia 10.250.000 euro.

Le persone o le imprese vittime del comportamento anticoncorrenziale possono adire i tribunali degli Stati UE per richiedere il risarcimento dei danni subiti. Nelle cause davanti ai tribunali nazionali, una decisione della Commissione costituisce una prova acquisita del comportamento illecito.

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