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Monza, La riconoscenza del Panathlon agli Amici dell’autodromo

20 Settembre 2009

conviviale_panathlonsett09“L’ottusità di alcuni uomini politici sta portando alla distruzione l’autodromo di Monza! Ti vuoi rassegnare a perderlo senza una valida ragione? Associazione Sportiva Amici dell’Autodromo. Iscriviti anche tu”. Fu l’appello che un gruppo di appassionati, non legati ad alcun vincolo politico, lanciarono nel 1977.

La gente di Monza si stava rendendo conto che il pericolo di vedere tagliato fuori l’autodromo dalla scena motoristica internazionale, avrebbe annientato una sensibile parte dell’economia brianzola e mezzo secolo di gloriosa attività. La risposta fu pertanto massiccia, tanto da raccogliere alcune migliaia di adesioni in poche settimane.

Non occorreva infatti porsi troppe domande, quella era una delle poche associazioni che nella loro ragione sociale esprimevano per intero la loro missione: Associazione Sportiva Amici dell’Autodromo (a cui, negli anni successivi, si aggiungerà “e del Parco”). E state pur certi che l’esserne amici come lo sono loro è una prova di grande fede che si perpetua da ormai 32 anni con crescente forza, merito soprattutto della vitalità del suo Consiglio al cui vertice, pochi mesi fa, è stato riconfermato Enrico Radaelli che ne è anche socio fondatore. Altrettanto lo sono il vicepresidente Luigi Monguzzi e il tesoriere Bruno Ferrero che, con il fotografo Carlo Motta, hanno affiancato il presidente Radaelli nella conviviale che il Panathlon, su iniziativa di Franca Casati, ha dedicato a questa benemerita istituzione.

E l’alta considerazione verso gli “Amici” la dava il colpo d’occhio al tavolo d’onore dove, accanto appunto alla signora Casati e a Enrico Radaelli, c’erano nientemeno che il presidente della SIAS Claudio Viganò, Alfredo Grandi (direttore del servizio comunicazione e immagine dell’autodromo), il giornalista Roberto Boccafogli, commentatore RAI, e Pietro Mazzo. Quest’ultimo è la prova tangibile di come importanti associazioni, così meritoriamente dedite allo Sport, si reggano sulla grande esperienza e la capacità manageriale di alcuni; Mazzo è infatti sia presidente dell’USSM che vicepresidente del Panathlon e degli Amici dell’Autodromo, oltre che nel CdA della SIAS.

Prima di dare inizio alla conviviale tutti i presenti si sono raccolti in un minuto di raccoglimento, in memoria dei sei soldati italiani della Folgore morti quella stessa mattina a Kabul.

Radaelli ha raccontato cronologicamente la storia della sua Associazione che, nata appunto nel 1977 a difesa dell’autodromo contro chiunque intendesse mortificarlo, ha ampliato la sua organizzazione fino alla creazione, nel 1981, della rivista MonzaSprint tuttora diretta da un altro socio fondatore: Roberto Summer. Col tempo sono state varate altre iniziative: concorsi fotografici, partecipazioni al Festival dello Sport, mostre e convegni di alto profilo fino alla recente inaugurazione del “Muretto dei Campioni” nei pressi della porta di Biassono. Stimolano sempre una numerosa partecipazione perché in tanti si rendono conto dell’attualità della missione degli Amici, una missione lodevole che comprende anche l’ospitare gratuitamente disabili e accompagnatori nella loro tribuna alla Variante Ascari: caso unico fra tutti gli autodromi.

Fra gli argomenti d’attualità, su cui si sono soffermati gli ospiti e coinvolto i panathleti, non poteva mancare il progettato Gran Premio di F1 a Roma. I presidenti Viganò e Mazzo hanno ribadito che non possono esserci due Gran Premi, si stanno muovendo in ogni sede possibile per scongiurarlo e si sono comunque detti fiduciosi che un’analisi attenta delle problematiche reali per l’organizzazione di un tale evento finirà per mantenere la gara solo a Monza. Dato che, tuttavia, ambizioni politiche potrebbero essere prevalenti, Viganò (a cui non difettano dialettica e saggezza) ha concluso riprendendo la celebre frase di Georges Clémenceau il quale, sebbene militarista, affermò: “La guerra è una cosa troppo seria per lasciarla ai militari”.

Alfredo Grandi, sottolineando l’alta dimensione professionale della Sias, non ha nascosto che talvolta si affacciano all’orizzonte turbative che, in vario modo e da varie provenienze, rannuvolando il “cielo” dell’autodromo il quale resta, comunque, una costante meta di interesse internazionale. E per finire le testimonianze di Roberto Boccafogli, tutte a favore di Monza, che si riassumono in questo pensiero: “Producete immaginazioni e vendete emozioni” .

Una conviviale il cui tema ha prodotto una profonda consapevolezza che non resterà ferma nella sola memoria dei presenti.

 

 

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