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Le sculture di Alberto Ghinzani in una duplice mostra tra Milano e Lissone

19 Settembre 2009

Mattina uggiosa a Milano. Ma le sedi di grande prestigio scelte, la Fondazione Stelline di Milano e il Museo d’arte contemporanea di Lissone, hanno valorizzato in pieno le sculture di Alberto Ghinzani in un’unica mostra volta a sottolineare il percorso creativo di un artista di fama nazionale ed internazionale.

La preoccupazione dell’artista legata alle brutte condizioni del tempo svanisce grazie agli elogi e ai complimenti dei presenti che ci sono stati subito dopo la conferenza stampa di presentazione della mostra tenutasi, mercoledì 16 settembre alle ore 11 presso la Fondazione Stelline di Milano e durante le visite guidate presso i due luoghi espositivi.

“È per me un vero onore accogliere presso la sede museale di Lissone una mostra di Ghinzani – afferma Daniela Ronchi, Assessore alla Cultura, Identità e Tradizioni locali del Comune di Lissone –  Oltre ad offrire al pubblico una delle figure più interessanti della scultura di oggi, l’artista rappresenta anche un forte collegamento con il territorio e con lo storico Premio Lissone”.

scultura_ghinzaniIl museo d’arte contemporanea di Lissone il cui direttore artistico è Luigi Cavadini, ha ospitato con grande successo le opere dell’artista dandogli la possibilità di raccontare il suo percorso evolutivo, a partire dagli anni Sessanta in perfetta armonia e sintonia con gli spazi espositivi. La mostra che si articola su tre piani propone sculture, istallazioni, piccole opere che sostituiscono a volte gli studi per lavori maggiori e disegni di riflessione, di studio e di progetto, che mostrano l’avvicinamento all’opera e la scelta dei materiali più idonei per la realizzazione del lavoro: il legno, il bronzo, il ferro, la vetroresina.

“Inizialmente ho utilizzato materiali tipici della scultura tradizionale – afferma Alberto Ghinzani – Poi grazie al contatto con i mobilieri lissonesi ho inserito un altro elemento importante, la resina,  per dare ulteriore vita alla scultura e far convivere i materiali senza far perdere la loro specificità”.

Presso i giardini del chiostro centrale della Fondazione Stelline sono in esposizione una serie di opere di grandi dimensioni realizzate nell’ultimo anno che costituiscono un interessante momento nell’evoluzione della ricerca di Ghinzani: in esse viene infatti riassunto il pensiero dell’artista maturato in oltre quarant’anni di lavoro.

Per informazioni relative alla mostra consultare la nostra rubrica Agenda.

{xtypo_rounded2}Biografia

Alberto Ghinzani, nato nel 1939 a Valle Lomellina, vive e lavora a Milano. Scultore di fama internazionale, si è formato all’Accademia di Brera, frequentando i corsi di scultura di Marino Marini, che a quel tempo aveva come assistente Alik Cavaliere. Nel 1962 è invitato alla Biennale Internazionale di Scultura di Carrara (vi tornerà nel 1967), mentre del 1966 sono le sue prime personali: una alla Galleria delle Ore di Milano (con una presentazione di Mario de Micheli) e l’altra alla Galleria Il Girasole di Roma (con una presentazione di Luciano Caramel). Da allora si sono succedute numerose altre personali e le sue opere sono state presentate in importanti rassegne dedicate alla sculture: fra le più recenti, la XI Triennale di New Delhi, India, e “Scultura italiana del XX secolo”, presso la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano.{/xtypo_rounded2}

{xtypo_rounded2}Ghinzani e il Premio Lissone 1967

Tra il 1946 e il 1967 il Premio Lissone ha costituito luogo fondamentale di riflessione sull’arte contemporanea, con un ottica sempre più ampia. Si è passati infatti dal premio nazionale delle prime edizioni ad un premio internazionale, che ha richiamato nella cittadina brianzola i più significativi artisti, soprattutto giovani, operanti sia in Europa che oltreoceano.

Nel 1967 compare Alberto Ghinzani, giovane scultore che appena conclusi gli studi all’Accademia di Brera allestì il suo primo studio a Lissone. Fu coinvolto nell’organizzazione del Premio Lissone, ma soprattutto scelto da Luciano Caramel tra i “10 scultori italiani d’oggi” da presentare in una apposita sezione, nell’ambito della XV edizione del Premio Lissone. Insieme a lui artisti su cui è già puntata l’attenzione del sistema dell’arte come Alik Cavaliere, Augusto Perez, Amilcare Rambelli e Francesco Somaini, e scultori emergenti come Salvatore Cotugno, Gino Marotta, Giuseppe Pirozzi, Giuseppe Spagnulo e Valerio Trubbiani.

Al Premio Lissone Ghinzani presentò due opere di pari intensità impostate sulla ricerca che allora andava conducendo e che lo vedeva impegnato a proporre una scultura che non fosse autoreferenziale, ma si inserisse in modo pieno nell’ambiente in cui venisse destinata.{/xtypo_rounded2}

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