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La strage di Kabul ferma il corteo della Metalli Preziosi a Paderno Dugnano

18 Settembre 2009

I lavoratori della Lares e della Metalli Preziosi lo avevano detto. E ieri mattina lo hanno fatto. Alle 10.15 – dopo aver votato una mozione all’unanimità – 150 operai hanno invaso entrambe le carreggiate della trafficata arteria stradale. Ed è stato subito il caos. In entrambi i sensi di marcia, si sono formate code lunghe oltre due chilometri. I lavoratori della Metalli Preziosi erano pronti a bloccare la Comasina per tutta la mattina.

Non potevano immaginare invece che a interrompere dopo appena un’ora la clamorosa protesta sarebbe stato un dramma ancora più grande del loro: la morte di sei soldati in Afghanistan. Appena è giunta la notizia della strage di Kabul, i manifestanti, in segno di rispetto per le vittime, hanno subito bloccato la protesta. Poi, con un gesto istintivo, i rappresentanti sindacali che guidavano il corteo sono andati dal comandante dei carabinieri di Desio, Cataldo Pantaleo, per stringergli la mano: «Le siamo vicini – hanno detto al capitano in uniforme che stava guidando alcune pattuglie del Battaglione in tenuta anti sommossa – in un momento di dolore nel quale sono stati uccisi sei militari come lei».

Così è durato solo un’ora il blocco della circolazione sulla Comasina. Ma i disagi sono stati tanti. Tanti gli automobilisti che hanno invertito il senso di marcia e se ne sono andati, oppure hanno cercato scampo in alcune strade laterali. Ma in centinaia si sono ritrovati in trappola. Non sono mancati momenti di tensione tra automobilisti e manifestanti: «Siamo anche noi lavoratori – ha protestato un agente di commercio – e in questo modo ci viene impedito di svolgere la nostra occupazione. Non ci sembra corretto».

«Ci rendiamo conto di creare gravi disagi agli automobilisti – ha replicato Lorenzo Chiodo della Fiom Cgil -. Purtroppo gli operai sono costretti a fare manifestazioni di protesta così clamorose perché da nove mesi sono senza stipendio e non possono più permettersi di aspettare». Intanto cinque operai sono sempre in cima alla fornace della Metalli Preziosi e, giunti al quinto giorno di protesta, la loro resistenza è stata messa a dura prova anche se ad arrendersi non ci pensano proprio. Almeno fino a quando non sarà presentato un piano di salvataggio credibile per la Lares e la Metalli Preziosi.

Dopo la delusione per l’incontro a Roma, i lavoratori puntano la loro speranza su un vertice in Provincia, in programma domani, su un incontro in Regione, in agenda sabato. Mentre un nuovo vertice al Ministero del Lavoro a Roma è stato fissato per il 30 settembre. Intanto anche il prefetto di Milano, Gianvalerio Lombardi, si sta muovendo alla ricerca di una soluzione. «Chiediamo che le istituzioni e la società civile si muovano – ha lanciato un appello Giuseppe Mansolillo, sindacalista Fim Cisl – per aiutare questi lavoratori e le loro famiglie». Ma una soluzione non sembra dietro l’angolo: il nome dell’imprenditore che potrebbe rilevare la Metalli Preziosi non è stato reso noto dal Ministero mentre nessun acquirente, neppure potenziale, si è fatto avanti per salvare la Lares.

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