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Facciamo luce su un’idea brillante. Entro il 2020 si risparmierà 50 euro sulle bollette dell’elettricità

8 Settembre 2009

lampadinaÈ strano che in un momento in cui tutti siamo esortati a risparmiare energia per contrastare i cambiamenti climatici, alcuni continuino a utilizzare lampadine che convertono in luce solo il 10% dell’energia e sprecano il resto producendo calore.

La lampadina incandescente esiste dal 1879 ma sempre più persone in tutto il mondo si stanno rendendo conto che è venuto il momento di passare al 21° secolo. Dagli Stati Uniti al Canada, dal Brasile all’Argentina all’Australia, in ogni parte del mondo i Paesi stanno progressivamente eliminando le vecchie lampadine, o prevedono di farlo, a favore di alternative più rispettose dell’ambiente.

Anche l’Unione europea ha riconosciuto i benefici del passaggio a forme di illuminazione più efficienti dal punto di vista energetico. A partire da questo mese con la messa al bando delle lampadine incandescenti da 100 watt e superiori, l’Unione sta gradualmente eliminando dal mercato europeo tutte le lampadine che causano sprechi. Questo consentirà entro il 2020 di risparmiare energia sufficiente a rifornire 11 milioni di case e di far risparmiare ad ogni famiglia oltre 50 euro sulla bolletta dell’elettricità.

Nella lotta contro i cambiamenti climatici ogni contributo fa la differenza; spetta ai legislatori individuare le opportunità e creare le condizioni ottimali per il cambiamento. Le cinture di sicurezza hanno permesso di salvare milioni di vite da quando l’uso è diventato obbligatorio per legge.

La normativa è stata sviluppata sulla base di fondamenti scientifici rigorosi, ma anche interpellando le associazioni a tutela dei consumatori e i rappresentanti del settore. È per questo che le lampadine non efficienti saranno eliminate progressivamente nell’arco di alcuni anni, per consentire a consumatori e imprese di adattarsi al cambiamento.

I consumatori scopriranno presto che le alternative moderne e più efficaci non danno gli stessi benefici delle lampadine di vecchio tipo, ma anzi molti di più. Ad esempio, è possibile scegliere lampadine a incandescenza alogene trasparenti potenziate, che danno una luce esattamente uguale, in termini di tipo e qualità, alle lampadine incandescenti tradizionali. Sono disponibili nelle stesse forme ed hanno lo stesso aspetto, oltre a raggiungere la massima resa di luce appena accese.

Anche i diodi luminosi (LED) sono un’alternativa interessante: sono efficaci come le lampadine fluorescenti compatte (CFL) ma sono privi di mercurio e durano più a lungo. Possono già sostituire le lampadine sia trasparenti che smerigliate e nel prossimo futuro diventeranno probabilmente un’alternativa per lampadine di ogni tipo.

Inoltre, le famiglie vedranno la differenza nelle bollette grazie ai risparmi derivanti dall’uso di lampadine fluorescenti compatte, che pur avendo un costo più elevato rispetto alle lampadine incandescenti, consumano solo un quarto o un quinto dell’energia e durano da 6 a 10 volte di più; la differenza di prezzo si recupera perciò rapidamente. Nel corso del suo ciclo di vita una lampadina fluorescente compatta consente di risparmiare all’incirca 60 euro.

Eliminando dal mercato le lampadine non efficaci, la Commissione europea paradossalmente offre ai consumatori una scelta più ampia. Poiché sempre più persone compreranno le lampadine alternative, il costo scenderà grazie alle economie di scala e i loro vantaggi saranno a portata di tutti. Mentre le lampadine incandescenti possono produrre solo luce calda, le lampadine fluorescenti compatte offrono sia luce calda che luce fredda e consentono di scegliere l’effetto desiderato per un dato ambiente; inoltre, grazie alla bassa temperatura di funzionamento, toccandole non si corre il rischio di scottature. Il passaggio incentiverà inoltre le aziende all’innovazione, perché potranno scegliere tra più tipi di illuminazione, ognuna con i propri vantaggi.

È stata espressa preoccupazione perché le lampadine fluorescenti compatte contengono mercurio, un materiale pericoloso. Negli ultimi 50 anni, però, le lampadine contenenti mercurio sono state utilizzate nella maggior parte degli uffici e degli edifici pubblici senza causare problemi. Il mercurio può fuoriuscire solo in caso di rottura accidentale delle lampadine, nel qual caso vengono rilasciati nell’ambiente al massimo 5 milligrammi di sostanza. Sarà comunque possibile consultare le confezioni o siti web per avere maggiori informazioni sul modo più sicuro per smaltire le lampadine rotte. In realtà, poiché le lampadine fluorescenti compatte consumano meno elettricità, si produrrà meno mercurio per generare energia e le emissioni di questa sostanza risulteranno complessivamente diminuite. Ovviamente le lampadine fluorescenti compatte dovranno essere smaltite in modo adeguato, come previsto dalla normativa comunitaria già in vigore.

Anche la qualità della luce emessa dalle lampadine fluorescenti compatte è oggetto di fraintendimenti: esse possono produrre tanta luce quanto le lampadine normali, occorre leggere attentamente la confezione per conoscere la luminosità offerta da una lampadina. L’UE ha approvato nuove norme che introducono requisiti in merito alla durata di vita della lampadina, che deve essere indicata sulla confezione tenendo conto della frequenza media di accensioni e spegnimenti in un’ora di funzionamento. Sono disponibili lampadine fluorescenti speciali per accensioni più frequenti.

L’eliminazione progressiva delle lampadine incandescenti, giustificata da ragioni di risparmio energetico e dai vantaggi ambientali che ne derivano, porterà ai cittadini anche un risparmio economico. È decisamente l’ora di un tale cambiamento.

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