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Provincia Monza e Brianza in vacanza? Sì, ma a scrocco di parenti e amici

7 Agosto 2009

Tutti al mare? Sembra proprio di sì. Ma non è tutto oro quel che luccica sotto il sol leone di agosto. Nell’estate della crisi anche chi va in vacanza cerca prima di tutto di risparmiare. Come? Rispolverando un antico «vizio italico»: andare a scrocco da genitori, parenti e amici, per esempio. Un vecchio trucco – quello dell’«auto-invito» strategico che consente di risparmiare in media 627 euro a famiglia.

La faccia tosta dei vacanzieri – anche brianzoli – è tratteggiata in modo ben chiaro dalla ricerca «Le famiglie lombarde e l’estate» firmata dalla Camera di Commercio di  Monza e Brianza. Nel 2009 il 35% delle famiglie lombarde ha alzato bandiera bianca: rinunciando del tutto alle ferie. Il 43% dei lombardi invece, nonostante la crisi, non ha cambiato le proprie abitudini in fatto di ferie. E poi c’è il restante 22% che ha scelto la «terza via»: non ha rinunciato alla partenza ma, per dare un taglio ai costi, ha ridotto la durata del soggiorno (11%), ha scelto soluzioni più economiche (8%), ha rimandato la data delle ferie nei periodi di bassa stagione (3%).

 Tutta un’altra musica invece tra le famiglie lombarde a basso reddito: circa la metà (46%) non andrà tout court in vacanza. E se gli over 65 lombardi hanno rinunciato del tutto alle ferie (47%) o, quando possono, non hanno cambiato abitudini (38%), i giovani e gli adulti, invece, pur di non rinunciare a qualche giorno al mare, si sono dimostrati molto disponibili ad adattarsi anche a soluzioni – diciamo così – «originali» e «alternative» (rispettivamente 28% e 29%).

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E in Brianza c’è chi ha riscoperto il caro vecchio campeggio

Le famiglie della Provincia di Monza e Brianza preferiscono – appena possibile – non scegliere le soluzioni più economiche, preferendo piuttosto ridurre la durata del soggiorno (22%), con un risparmio medio di 611 euro a famiglia. Sono soprattutto i milanesi e i monzesi i più disposti ad adattarsi: i primi scelgono di stare ospiti da amici o di andare in campeggio (19%), risparmiando così 739 euro a famiglia.

Bresciani e bergamaschi invece sono i meno disponibili a rinunciare alle ferie: rispettivamente il 52% e il 44% delle famiglie dei due capoluoghi lombardi non hanno modificato il loro piano ferie 2009, contro il 43% della media regionale. A rinunciare del tutto alle ferie sono stati invece gli abitanti delle piccole province: resta a casa il 41% delle famiglie tra Lecco, Lodi, Mantova, Pavia, Sondrio, Cremona e Como.

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