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Una fondazione per dare vita al Polo universitario di Monza e Brianza

23 Luglio 2009

Medicina, sociologia, scienze economiche. E’ nato il Polo universitario di Monza e Brianza: il primo con un respiro davvero provinciale e destinato – nelle intenzioni dei soci fondatori – a interagire con l’Europa e con gli atenei di tutto il mondo. La Fondazione che coordinerà il più ambizioso progetto universitario della Brianza è stata approvata a notte alta dal consiglio comunale di Monza.

Il nuovo ente ha il preciso compito di implementare il patrimonio universitario che è presente nel territorio brianzolo dando particolare attenzione all’integrazione tra il pubblico e il privato per sostenere progetti di ricerca e di formazione attraverso l’interazione con le aziende del territorio e altri attori.

I settori universitari maggiormente interessati saranno, inizialmente, quelli di grande tradizione nell’area brianzola: medicina, sociologia, scienze economiche, cultura, con possibili nuovi sviluppi che riguardano in particolare peculiarità del territorio come il design collegato al settore del legno e dei complementi d’arredo. Il Polo Universitario nasce con il preciso obiettivo di diventare uno strumento capace di intercettare tutte le risorse e le prospettive offerte dal territorio.

“La nascita della Fondazione Polo Universitario – afferma il Sindaco Marco Mariani – rappresenta un traguardo epocale per tutta la città di Monza e per l’intera Brianza. Si tratta di un’opportunità di sviluppo e di crescita sia per il settore dell’istruzione, sia per quello economico e industriale. Monza ha la grande occasione di diventare una città europea a tutti gli effetti, facendo crescere i propri giovani in un ambiente stimolante e di qualificata formazione”.

Nell’area milanese e brianzola – aggiunge Mariani – c’è una grandissima offerta universitaria, con atenei e facoltà di ogni disciplina. Monza e il suo Polo Universitario saranno l’anello di congiunzione tra le offerte formative e le aziende del territorio col fine di avvicinare e di supportare l’incontro tra  università e mondo del lavoro senza riprodurre in terra monzese doppioni di corsi milanesi”.

“Monza, capoluogo di Provincia – spiega l’Assessore all’Università e Ricerca Marco Baldoni –  ha, con il Polo Universitario, la grande opportunità di ampliare e rivalutare il suo patrimonio formativo portandolo a livello europeo. Il nostro impegno continuerà a essere quello di sviluppare i corsi universitari nell’ambito pre laurea e post laurea della Brianza collegandoli in modo concreto alle necessità di sviluppo del territorio attraverso una costante cooperazione con le imprese. Daremo particolare attenzione anche agli aspetti logistici legati all’Università con la costruzione di residenze per studenti dotate di tutti quei comfort di cui necessita la popolazione studentesca. Il nuovo Polo Universitario deve essere visto come un prezioso volano per rilanciare il nostro territorio a livello europeo. Sarà un’occasione preziosa di sviluppo non solo per gli atenei, ma anche per le aziende che potranno collaborare con l’università favorendo così una ricerca d’eccellenza e una formazione ad essa abbinata. Non si tratta di costruire un nuovo ateneo bensì di favorire le realtà universitarie di alta formazione già presenti nel territorio italiano che possono trovare in Monza e Brianza un felice e proficuo insediamento, non l’”Università per la Brianza” ma “cultura universitaria della Brianza nel mondo”.

{xtypo_rounded2} Michele Faglia: «Uno scatolone vuoto e inutile per distribuire stipendi»

«Noi non ci stiamo». Michele Faglia, ex sindaco di Monza e grande sostenitore di progetti universitari di respiro brianzolo, a sorpresa ha bocciato il Polo universitario di Monza e Brianza. «Rifiutiamo questa fondazione – spiega Faglia – che nasce senza trasparenza, con soci sconosciuti, senza un progetto vero: il solito contenitore vuoto che vedrà solo la distribuzione di compensi e le classiche spartizioni politiche. Non abbiamo partecipato al voto perché vogliamo prendere le distanze da questo progetto che riteniamo inutile e che non porterà alcun beneficio. Non abbiamo votato contro perché avrebbe significato non condividere la necessità di creare un polo universitario nel nostro territorio: questa opportunità l’abbiamo perseguita quando eravamo a governare la città con l’insediamento del corso di laurea in scienza dell’organizzazione (Università di Milano Bicocca), ma con fatti concreti e con accordi mirati, non con carrozzoni utili solo a creare posti e prebende. Un progetto nel quale non sono state coinvolte le università del territorio: Bicocca, Vita e Salute ma anche quelle che pure si erano dichiarate disponibili a svolgere attività in Brianza. La nuova Fondazione nasce sotto scacco del ministero della Pubblica Istruzione, che, pur non avendo alcun ruolo e non essendo socio, designerà il presidente: una ingerenza indebita ed inaccettabile. La nuova Fondazione darà compensi al presidente, ai membri del Comitato fondatori, ai consiglieri d’amministrazione. Sarebbe stato più opportuno prevedere la gratuità di tali incarichi, a garanzia della finalità della stessa Fondazione, senza scopo di lucro, e della qualità delle nomine, non condizionate dal fattore economico ma solo dalla qualificazione soggettiva. La nuova Fondazione nasce senza un fondo patrimoniale. Non si ha avuto la forza di stanziare neppure 10mila euro per il suo avvio». {/xtypo_rounded2}

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