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Un’ Europa senza fumo entro il 2012

5 Luglio 2009

sigarettaBando al fumo entro il 2012: l’UE chiede ai suoi 27 Paesi di legiferare per proteggere i loro cittadini dall’esposizione al fumo di tabacco. Il tabagismo, infatti, rimane il maggiore fattore di decessi prematuri e malattie nell’Unione europea. Secondo stime abbastanza caute, quasi 80.000 adulti, tra cui 19.000 non fumatori, sono morti nel 2002 a causa dell’esposizione al fumo di tabacco nelle loro case (72.000 di essi) e sul posto di lavoro (7.300).

Androulla Vassiliou, Commissario UE responsabile per la salute, ha affermato: “È mia ferma convinzione che ciascun cittadino europeo meriti di essere pienamente protetto dal fumo di tabacco. Tra il pubblico si registra un consenso generalizzato e noi ci adopereremo assieme agli Stati membri per trasformare questa aspirazione in realtà.”. Da una recente indagine Eurobarometro emerge che le politiche antifumo godono di una popolarità crescente: l’84% degli europei è favorevole a uffici e altri posti di lavoro chiusi senza fumo, il 77% è a favore di ristoranti completamente “no smoking” e il 61% sostiene la stessa cosa per i bar.

La raccomandazione della Commissione sollecita gli Stati ad agire su tre fronti principali. Il primo quello dei luoghi pubblici chiusi, i posti di lavoro e i trasporti pubblici. Poi, la protezione dei bambini, gli sforzi per rinunciare al tabagismo e l’introduzione di pittogrammi di avvertimento sui pacchetti di sigarette. Infine, la cooperazione a livello UE attraverso la creazione di una rete di centri di riferimento nazionali per la lotta al tabagismo.

Tutti gli Stati dell’UE dispongono di una qualche forma di regolamentazione che limita l’esposizione al fumo “di seconda mano” e ai suoi effetti nocivi per la salute. Finora dieci Stati membri dell’UE prevedono una protezione generalizzata contro l’esposizione al fumo di tabacco. Un divieto assoluto di fumare in tutti i luoghi pubblici chiusi e sul posto di lavoro, compresi i bar e i ristoranti, vige in Irlanda e nel Regno Unito, e un analogo divieto dovrebbe entrare in vigore in Bulgaria nel giugno 2010. L’Italia, come Malta, Svezia, Lettonia, Finlandia, Slovenia, Francia e Olanda, ha introdotto normative che autorizzano il fumo soltanto in appositi spazi circoscritti. Nei rimanenti Stati i cittadini e i lavoratori non sono ancora pienamente protetti dall’esposizione al fumo di tabacco nei posti di lavoro chiusi e nei luoghi pubblici.

Risalgono all’inizio degli anni novanta le prime norme UE sulle restrizioni al fumo sul posto di lavoro. Oltre alle misure d’ordine legislativo alcune campagne mediatiche contro il fumo del tabacco (“Sentitevi liberi di dire no” e “HELP”: Per una vita senza tabacco”) hanno  dato risalto, tra le altre cose, ai rischi legati al fumo passivo. La via verso “Un’Europa senza fumo” è stata intrapresa nel 2007 con un Libro Verde che ha lanciato il dibattito in corso.

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