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Tribunale di Monza: se il danno da vacanza rovinata e’ futile non va risarcito

13 Luglio 2009

tramontoPoco prima delle vacanze estive, forse interesserà ai lettori di MBNews sapere che, se in vacanza avranno da lamentare disservizi o disagi, dovranno innanzitutto ben documentarli, ciò che va fatto – ovviamente – in ogni causa.

Ma per essere risarciti, questi danni non dovranno essere futili, cioè consistere in meri disagi o fastidi, o addirittura nella lesione di diritti “del tutto immaginari, come quello alla qualità della vita od alla felicità”: è la Cassazione che si esprime così, ma il Tribunale di Monza fa propria questa impostazione e … boccia su tutta la linea la richiesta di danni sporta da una neolaureata, premiata dal padre con quello che doveva essere un bel viaggio.

La recentissima sentenza del Tribunale di Monza ha riformato una decisione del Giudice di Pace, che aveva riconosciuto alla viaggiatrice un risarcimento per il danno da vacanza rovinata, riferito all’art. 2 della nostra Costituzione (“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità ….”).

La richiesta però non ha retto all’esame del Tribunale, che ha giudicato inconsistenti e, in definitiva futili, tutte le lamentele, che riguardavano il non aver trovato personale ad accoglierla all’arrivo, la tardiva sostituzione della camera priva di aria condizionata, la presenza di scarafaggi in camera, la presenza di alghe in mare, ed anche la mancanza di animazione nella struttura alberghiera, nonostante nel depliant illustrativo fosse contemplata.

Non ci addentreremo nell’aspetto della prova di tutte queste circostanze, che comunque il Tribunale non ha giudicato bastevole.

E’ viceversa ragguardevole l’argomento giuridico alla base del ragionamento: un danno non patrimoniale – se non c’è reato – non è un danno morale e, in tal caso, va risarcito solo se lede un interesse personale costituzionalmente protetto, che nel caso mancava. Oltretutto, la lesione dell’interesse non è stata grave, e poteva essere tollerata: pertanto, sono mancate tutte e tre le condizioni che la Cassazione aveva indicato in una pronuncia del 2008, che ha appunto orientato il giudice.

Dulcis in fundo, va rilevato come il conto finale di questa vacanza sia stato … salatissimo: infatti, alla sfortunata (ma un po’ intollerante?) turista sono state addebitate le spese legali di due controparti (agenzia e tour operator) in due gradi di giudizio!

Ricordiamoci allora che l’art. 2 della Costituzione si conclude richiedendo “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”: questo è stato interpretato – proprio come hanno fatto la Cassazione ed il Tribunale in perfetta sintonia – anche nel senso di dover tollerare le minime intrusioni nella propria sfera personale inevitabilmente scaturenti dalla convivenza.

 

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