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Scade il termine europeo per mettere a norma le discariche di rifiuti

25 Luglio 2009

discarica_rifiutiIl 16 luglio 2009 era il termine massimo a disposizione dei 27 Paesi dell’UE per mettere a norma le discariche di rifiuti non a norma secondo le normative europee. Tutti i Paesi, tra cui l’Italia, hanno avuto più di nove anni di tempo per garantire la chiusura degli impianti fuori norma, o la loro messa a norma. La direttiva europea sulla materia risale infatti al 1999. A partire da oggi gli Stati membri sono anche tenuti a dimezzare la quantità di rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica rispetto ai livelli del 1995.

Le discariche non a noma rappresentano un pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente, perché possono produrre emissioni atmosferiche e odori sgradevoli, inquinare le acque e il suolo e contaminare le falde freatiche. La loro pericolosità deriva dal fatto che sono fonti di percolato e di gas metano. Il percolato è il liquido che fuoriesce dai rifiuti, capace di contaminare le acque sotterranee rendendole inutilizzabili. Invece il gas metano, che ha un potenziale di riscaldamento fino a venticinque volte più elevato dell’anidride carbonica, è prodotto dai rifiuti biodegradabili come i rifiuti da giardino e quelli alimentari e da cucina. Il gas di discarica rappresenta più del 2% delle emissioni di gas serra dell’UE. “Le discariche che non sono gestite correttamente e non sono controllate rappresentano un pericolo per la salute umana e per l’ambiente. Da oggi dovrebbero essere solo un lontano ricordo” ha detto Stavros Dimas, commissario europeo all’ambiente.

I rifiuti biodegradabili raggiungono circa il 40% di quelli prodotti in Europa. Ecco perché la discarica è ormai considerata a livello europeo come uno strumento di smaltimento dei rifiuti altamente dannoso per l’ambiente. La normativa europea invita invece alla destinazione dei rifiuti verso altre forme più compatibili con il rispetto dell’ambiente come il compostaggio o l’incenerimento con recupero di energia.

La direttiva comunitaria che detta le norme del settore definisce requisiti rigorosi sul percolato e le emissioni di gas di discarica. Inoltre i singoli Paesi hanno l’obbligo di ridurre i rifiuti urbani in discarica a favore delle altre forme di gestione fino al 65% entro il 2016.

I dati del 2008 dicono che ci sono circa 1600 discariche non a norma sul territorio dell’UE. Nel recente passato la Commissione ha già proceduto nei confronti dell’Italia e di altri Paesi: Spagna, Francia, Irlanda e Grecia, perché la Corte di giustizia europea ha ritenuto che questi Paesi non avessero rispettato gli obblighi in materia di smaltimento dei rifiuti.

Alcuni Stati che negli anni passati avevano un tasso elevato di conferimento dei rifiuti in discarica hanno ottenuto una proroga e devono ridurre tale tasso del 25% entro il 2010 e dimezzarlo entro il 2013. Si tratta di Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Regno Unito, Romania e Slovacchia.

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