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“Piccola Industria”, intervista ad Ambra Redaelli presidente del Comitato di Confindustria

3 Luglio 2009

Ambra_RedaelliIntraprendente, un’energia da vendere ma anche con una forte sensibilità, volta alla riflessione e all’ascolto. Una passione, oltre a quella per la sua azienda, per i gatti, dei quali ha realizzato anche un simpatico calendario. Ambra Redaelli, 41 anni, vive a Sovico, amministratore delegato dell’azienda di famiglia, la Rollwasch di Albiate Brianza nonché Presidente del Comitato piccola industria di Confindustria Monza e Brianza.

“Sono presidente del Comitato piccola industria dal luglio 2006 quando ho sostituito Paolo Gargantini, oggi assessore al Commercio del Comune di Monza – racconta Ambra – Il nostro Comitato rappresenta tutti quegli imprenditori titolari di imprese fino a 100 dipendenti e che quindi hanno stili di gestione e problematiche comuni”.

Quali sono i risultati più apprezzabili che ha raggiunto in questi anni di presidenza?

Ho dato una forte spinta affinché la piccola industria avesse maggiore identità e dignità, in particolare rispetto alla grande industria. Non c’è mai stata competizione tra “piccola” e “grande”, sono due mondi diversi, ma sicuramente la “piccola” doveva acquisire consapevolezza del suo ruolo anche all’interno di Confindustria e l’abbiamo fatto, con il concorso di tutti i componenti del Comitato, che intenzionalmente ho aperto anche all’apporto di invitati e di colleghi associati, ogni volta che ci è sembrato opportuno. Credo poter dire che siamo diventati un organismo vivo e propositivo all’interno dell’Associazione. È un’eredità che spero si lasciare anche per il prossimo futuro.

Un anno fa durante un’intervista al nostro giornale si lamentava della poco mobilità del territorio brianzolo, parlava di carenze di strutture e, infine, aveva denunciato l’eccessiva burocrazia che soffoca le attività industriali. È ancora così?

Sulla mobilità ci sono appena stati gli Stati Generali promossi dalla Camera di Commercio e la situazione è ormai chiara a tutti: persino il Ministro delle Infrastrutture Castelli si è messo le mani nei capelli e ha invitato gli amministratori a fare di più per migliorare questa mobilità “immobile” della Brianza. Servono sicuramente grandi opere, ma anche l’aggiunta di una piccola rotonda in un incrocio nevralgico può far risparmiaambra_redaelli1re alle persone anche cinque minuti al giorno.

Sulla burocrazia si spendono fiumi di parole, ma poi la situazione è sempre la medesima: aumenta, aumenta sempre più. A volte non si fa in tempo ad adeguare i primi standard alle nuove leggi che già queste sono cambiate.

Avere del personale qualificato è importante, soprattutto nella piccola industria, dove i numeri sono ridotti e la differenza la fa la qualità più che la quantità. Quali sono gli strumenti che permettono ai capitani d’industria di scegliere bene i propri collaboratori?

Non è facile. Nella nostra azienda puntiamo molto a far crescere chi già lavora con noi, attraverso corsi, seminari e stage. Il vero problema è trovare operai specializzati e personale tecnico formato, ad esempio: saldatori, montatori, tecnici di tessitura, falegnami, macellai per il settore industriale. Gli italiani sono più orientati a occupare posti impiegatizi che spesso rendono meno, bisognerebbe rivalutare le specializzazioni più tecniche. Dobbiamo insistere e investire sul collegamento tra il mondo della formazione e quello del lavoro: per esempio, la nostra azienda collabora con il Politecnico di Milano per un corso di laurea dedicato al trattamento delle superfici, all’interno della facoltà di Ingegneria dei materiali.

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