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Monza, fermata banda di rapinatori. Trenta colpi da gennaio fra farmacie e supermercati

9 Luglio 2009

carabinieriIndossavano sciarpe e bandane, rubavano scooter o automobili e su ordine del capo, un 34enne pregiudicato e tossicodipendente, rapinavano farmacie e supermercati, mettendo a segno almeno una trentina di colpi dall’inizio dell’anno. A fermare la loro “professione” è stata una difficile indagine dei carabinieri che, grazie ad un’impronta rinvenuta all’interno di una delle auto utilizzate per i colpi, sono risaliti al capo banda.

Roberto Verderosa, 34enne monzese tossicodipendente pluripregiudicato e originario del quartiere San Rocco, era stato arrestato nel 2006 da un militare in borghese, in seguito ad una rapina ad un supermercato di Muggiò. Oggi senza fissa dimora, l’uomo si era messo a capo di un trio di rapinatori che agiva sempre secondo il medesimo modus operandi; dopo aver rubato scooter o autovetture poco lontano dall’obbiettivo prescelto, la banda si travestiva utilizzando felpe e pantaloni larghi e coprendosi il volto con sciarpe, bandane o berretti baseball. Utilizzando una pistola, presumibilmente giocattolo, mentre uno rimaneva di guardia all’esterno degli esercizi, gli altri due entravano e in pochissimi minuti fuoriuscivano con le tasche piene di denaro, dandosi alla fuga sempre in direzione di Monza.

A mettere i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Monza sulle loro tracce, sono stati gli stessi veicoli rubati, spesso rinvenuti nelle zone limitrofe alle case Aler di via Fiume. A bordo di una Y10 abbandonata proprio davanti ai palazzoni, i carabinieri hanno rinvenuto un’impronta, poi esaminata e risultata appartenente a Verderosa. L’uomo, da alcuni mesi residente in un modesto appartamento di Lissone, è stato arrestato la scorsa mattina, mentre ancora dormiva insieme alla sua compagna.

Grazie alle immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza inoltre, i carabinieri hanno individuato anche i suoi complici, due ventenni pregiudicati e residenti in via Fiume. Contestualmente all’arresto del basista, i militari hanno perquisito svariati box nelle case Aler, rinvenendo sciarpe, berretti, guanti e quant’altro utilizzato dal trio per le rapine.

I due giovani risultano ora indagati ma sono già avviate le procedure per la richiesta di misure cautelari anche nei loro confronti. I colpi, secondo una stima plausibile, avrebbero fruttato ai tre circa 40.000 euro. Le indagini proseguono per accertare che eventuali altri atti delittuosi non siano riconducibili alla stessa banda, anche sulla scia del ritrovamento di due maschere di plastica che i rapinatori avrebbero potuto utilizzare per mascherarsi in altri episodi.

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