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Lentate, dopo la sparatoria scattano gli arresti

4 Luglio 2009

112_carabinieriA distanza di una settimana, la sparatoria avvenuta in via Diaz assume il contorno di un regolamento di conti tra bande rivali. I carabinieri, dopo aver ricevuto una denuncia che poco li ha convinti, hanno arrestato anche, R.H., albanese del 1982, residente a Cantù e titolare di un’impresa individuale di restauro, proprietario della Lancia Lybra poi trovata carbonizzata a Seveso.

Nella tarda serata del 28 maggio due albanesi che passeggiavano in via Armando Diaz sono stati braccati da due connazionali a bordo di una Fiat Punto grigia. Secondo quanto ricostruito in seguito dai Carabinieri del Gruppo Monza, le cui indagini sono state coordinate dal Capitano Luigi Spenga in collaborazione con il Nucleo Investigativo coordinato dal Maggiore Roberto Fabiani e dal Tenente Luca Latino, sotto la supervisione del Pm Flaminio Forieri, i due albanesi a bordo dell’utilitaria sarebbero scesi ed avrebbero iniziato a litigare con gli altri due connazionali. A quel punto, nel tentativo da parte dei primi due di trascinare Eduard Cumi a bordo della loro auto, avrebbe avuto inizio la sparatoria “Sotto gli occhi degli avventori di un bar distante cinque, sei metri,. Isa Korkai, passeggero della Punto, ha esploso due colpi ferendo il Cumi – ha spiegato il Colonnello Giuseppe Spina – a quel punto uno dei suoi compagni avrebbe reagito rispondendo al fuoco, ferendo Korkai“. In totale le due bande hanno esploso quindici colpi di pistola semiautomatica calibro 7.65. Cumi ha poi tentato di raggiungere il bar per farsi soccorrere, crollando però a terra a pochi passi dall’ingresso, ucciso dai proiettili. Korkai e i suoi complici hanno quindi abbandonato la Punto e raggiunto un altro uomo che, in una via limitrofa, li attendeva a bordo di una Lancia Lybra station wagon, poi rinvenuta completamente bruciata alla periferia di Seveso. Durante il tragitto però, Korkai è stato abbandonato davanti al Comune di Meda ed arrestato per omicidio volontario in pronto soccorso. A poche ore dall’accaduto Romeo Haxihrajr si era presentato in caserma a denunciare il furto della sua auto. Insospettiti dalle sue dichiarazioni controverse, i carabinieri hanno deciso di fermarlo e, dopo aver visionato materiale prelevato dalle telecamere di videosorveglianza della zona ed ascoltato le versioni di alcuni testimoni, Haxihrajr è stato arrestato per favoreggiamento. Le indagini proseguono ora al fine di ricostruire il contesto in cui è maturato l’omicidio, ma le ipotesi si concentrano soprattutto sulla spartizione del traffico di stupefacenti.

 

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