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L’ecomuseo di Nova riconosciuto da Regione Lombardia

20 Luglio 2009

Canale_VilloresiQuaranta «luoghi della memoria» tra ville, cascine, chiese e cortili di Nova Milanese messi «in rete» con un sistema di piste ciclabili e di percorsi pedonali. Sono i tasselli dell’ecomuseo: un museo all’aperto, nel quale ciò che resta del passato non resta chiuso tra quattro mura, ma è ancora vivo e capace di parlare. Lì nei luoghi stessi dov’è risuonata l’eco delle voci dei nostri avi.

L’ecomuseo di Nova Milanese, realizzato a partire dal 2002 in collaborazione con il comune dall’Associazione «il Cortile», un ente culturale che negli ultimi vent’anni ha salvato dalla rovina decine di monumenti e di vestigia del passato disseminati a Nova Milanese, ora ha ottenuto un nuovo e prestigioso riconoscimento: è stato riconosciuto – insieme a sette soli altri ecomusei in Lombardia – dalla Regione.

Villa_Crosti_Colombo_XVI_secoloIl progetto è stato sempre fortemente sostenuto dal sindaco di Nova, Laura Barzaghi. L’amministrazione comunale ha fatto propria l’idea e ha già realizzato un lungo tratto del percorso ciclopedonale. «Negli ultimi decenni – spiega la fondatrice de «il Cortile» Maria Teresa Elli – le città dell’hinterland milanese hanno perso la loro identità –. Le nostre radici dunque riacquistano importanza. Luoghi, strumenti e tradizioni che negli ultimi decenni erano finite in soffitta diventano oggi preziose reliquie capaci di raccontare qualcosa di noi. Fermandoci a riflettere ai piedi di un antico crocifisso, contemplando un affresco corroso dal tempo magari visto decine di volte ma mai guardato con attenzione tutti noi possiamo riscoprire da dove veniamo. Alcuni fra i luoghi dove vissero i nostri antenati, prima sono stati sottratti alla rovina. Poi, in una sintesi fra storia e ecologia, sono stati restituiti al loro contesto ambientale primigenio. Ora si apprestano a diventare le tappe di un viaggio nella Nova di un tempo».

«Il riconoscimento della Regione – aggiunge l’assessore alla Cultura Rosaria Longoni – è stata accompagnata dal nostro marchio: un chicco nel quale il sole fa capolino illuminando la comunità novese, rappresentata dai chicchi di una pannocchia, lungo un percorso azzurro che simboleggia il Canale Villoresi. Questo logo penso proprio rappresenti la missione del nostro ecomuseo, inteso come accordo con il quale la comunità decide di prendersi cura del proprio territorio. All’Associazione culturale Il Cortile e in particolare al suo presidente Mariuccia Elli, ora Coordinatore dell’Ecomuseo, dobbiamo la gratitudine di aver avuto la singolare sensibilità nel portare avanti, in questi 30 anni, un lavoro di ricerca e conoscenza del territorio attraverso un coinvolgimento continuo della gente di Nova».

{xtypo_rounded2}L’ecomuseo di Nova in cinque tappe

I visitatori che a piedi o in bicicletta percorreranno i sentieri dell’ecomuseo troveranno di fronte a ogni reperto una serie di pannelli toponomastici e di coordinate storiche. Il percorso ciclopedonabile si snoda lungo quattro arterie viarie che si diramano a raggiera dalla piazza centrale di Nova Milanese. Qui è stato impiantato una sorta di «totem» che indica i percorsi che si potranno imboccare. «Il recupero del passato – aggiunge Maria Teresa Elli – non ha un carattere nostalgico. Al contrario, gli studenti delle scuole, le famiglie e i cittadini potranno riscoprire un patrimonio di cultura che appartiene ormai sempre più di striscio a una popolazione che a solo pochi decenni di distanza dal tramonto della civiltà contadina sta perdendo sempre più contatto con le proprie radici».

–     Villa Vertua Masolo
Antica villa di campagna nata nella seconda metà del Quattrocento. Nel Settecento fu completamente rielaborata secondo moduli neoclassici. Altri amplianti nel XIX secolo. In buono stato di conservazione, è circondata da un parco.

–     Corte Lunga
Nata nel 1722 è una corte rurale caratterizzata da un lungo susseguirsi di porticati e loggioni, dove è ancora possibile trovare intatte le stalle, i fienili, i granai e i ballatoi, con piccoli altari ed edicole sacre, tracce di una religiosità popolare.

–     Canale Villoresi
Inaugurato nel 1887, è un canale di irrigazione che si estende per 86 chilometri da Sommalombarda fino al fiume Adda. Si snoda sul territorio di Nova per circa tre chilometri, taglia in due la città e fa parte integrante del tessuto urbano.

–     Chiesa parrocchiale di Sant’Antonino Martire
Costruita nel 1289, dipendeva dalla Pieve di Desio. Risale al 1604 il primo ampliamento, su esortazione del Cardinale Federico Borromeo. Nuovi ampliamenti nel 1751, 1842, 1921 e 1935. Al suo interno affreschi di Luigi Morgari.

–     Tessitura Briantea
Nata nel 1910, in pochi anni diventò la più grande tessitura di Nova Milanese. Nel 1935 negli ampi capannoni arrivarono a lavorare 350 dipendenti, in grande parte donne. La manifattura chiuse neò 1970. Esempio di archeologia industriale.{/xtypo_rounded2}

 

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