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Forno crematorio di Monza: i cittadini dicono no

15 Luglio 2009

forno-crematorio-comitatoNon a norma. Questo il solo e definitivo responso emerso dall’assemblea pubblica, di lunedì 13 luglio, presso l’associazione culturale “Il Platano” di Sant’Albino. Tema della serata: l’inceneritorio regionale che dovrebbe sorgere nei pressi dei quartieri Sant’Albino e Cederna a Monza.

Quasi due ore e mezza di dibattito, introdotto dai rappresentanti del comitato anti-inceneritorio, Claudia Costato e Pietro Beretta, i quali hanno elencato le numerose, e già note, spinose questioni riguardanti il progetto e aggiornato i cittadini presenti circa la petizione, 828 firme raccolte in occasione del precedente incontro datato 11 maggio, e presentate in Comune.

Il piano di lavoro dell’Amministrazione prevede la costruzione di un forno crematorio a tre linee che dovrebbe occuparsi oltre che delle salme normali delle casse di zinco della provincia di Monza e Brianza, ma il sospetto rimane visto che Regione Lombardia ha vincolato il rilascio dell’autorizzazione alla costruzione del forno con l’indicazione di accogliere anche le richieste regionali. Il tutto, a cavallo delle numerose abitazioni dei già citati quartieri, Sant’Albino e Cederna.

forno-crematorio-area“Si tratterebbe – dice Beretta, portavoce del comitato- di smaltire casse interrate anche 50-60 anni fa. Quindi prodotte con vernici e legni pesanti, altamente nocivi”. E, se non bastasse l’aspetto salutistico e/o ambientale, c’è anche un aspetto ben più decisivo ai fini burocratici. Quello legale. Continua Beretta: “C’è una legge che parla chiaro. E’ proibito costruire forni crematori a meno di 500 metri da zone sensibili, quali asili, scuole, ospedali, centri anziani, case di cura. Peccato che, a meno di suddetta distanza, sorga il più grande complesso scolastico di Monza. Le scuole di via Poliziano, comprendenti asilo, elementare, media e, per non farci mancare niente, un distaccamento di una scuola superiore”. Incalza Beretta: “E vogliamo parlare del traffico che congestionerebbe la zona? Immaginate quanti camion arriverebbero da tutta la Lombardia per cremare i propri morti. Dobbiamo ampliare la petizione, firmate tutti”.

La raccolta di firme, pur non avendo dato gli esiti sperati così come ha ammesso il comitato, ha scatenato reazioni politiche. L’opposizione, nella fattispecie il Partito democratico, ha dichiarato che si impegnerà in tutte le sedi istituzionali per il ritorno al progetto originale, deliberato dall’Amministrazione Faglia, che prevedeva la costruzione di un forno provinciale escludendo il trattamento delle casse di zinco. La maggioranza stessa, in occasione della conferenza stampa successiva al primo incontro, ha promesso che intavolerà un “tavolo di trattative” con la Regione. Dichiarazione, questa, che ha provocato l’ilarità dei relatori e del pubblico presente.

Molti i cittadini che hanno preso la parola. Qualcuno ha ricordato che, a meno di 10 km, c’è il forno crematorio di Cinisello Balsamo, recentemente ampliato a carico dei contribuenti. Altri hanno richiesto dati e numeri precisi. Altri ancora si sono detti pronti a proteste e manifestazioni concrete.

forno-crematorio-pubblicoInteressante è stato l’intervento di un cittadino di Sant’Albino che, dopo avere premesso, di essere un “costruttore di impianti di rifiuti” e, quindi, propenso a questo tipi di centri, ha dichiarato: “Questo forno non sarebbe in regola nemmeno se avesse una linea sola. Ma la verità è che nemmeno il progetto doveva essere approvato. Non rispetta le norme vigenti. È contro ogni logica. Questo è il mio mestiere ma, se le leggi valgono per me, devono valere per tutti”.

Anche il Presidente della Circoscrizione 2, Maini Candido, per la verità incalzato dal comitato che da tempo richiede senza successo un incontro, ha parlato. “Riporto le parole del Sindaco Mariani. Non è una questione politica – ha detto – se il forno nuocerà ai cittadini, non verrà fatto”. Un boato di disapprovazione si è levato dalla folla, interrotto da un anziano cittadino che andandosene ha proposto provocatoriamente: “Lo facciano ad Arcore il forno…”

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