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Lissone: Spacciatori si rivolgono a uno stregone per evitare la cattura. Arrestati dai carabinieri

20 Giugno 2009

Carabinieri_2Terrorizzati per aver tentato di investire due carabinieri, e rendendosi conto che la loro libertà aveva ormai le ore contate, i due stranieri si erano rivolti addirittura a uno stregone africano, che aveva consigliato loro – per sbarazzarsi dei carabinieri – di uccidere un caprone e di versare il sangue dell’animale sulla soglia di casa. Ma l’espediente non ha funzionato: con un blitz ieri pomeriggio i militari sono arrivati e li hanno presi.

Brillante operazione dei carabinieri di Desio. Gli uomini del capitano Cataldo Pantaleo hanno ammanettato due pericolosi spacciatori. Kasbour Abdel Fatah, 32 anni, residente a Sovico, è stato arrestato per tentato omicidio e detenzione e spaccio di stupefacenti. Di quest’ultimo capo di imputazione è accusato anche il suo complice Jahlal Sahid, 31 anni, senza fissa dimora.

I due nordafricani avevano capito che quei due carabinieri a piedi stavano cercando proprio loro. E così non ci hanno pensato un attimo: hanno schiacciato a tavoletta l’acceleratore e hanno tentato di investirli. Solo grazie alla loro prontezza di riflessi i militari sono riusciti a evitare per un soffio di finire schiacciati dall’auto, gettandosi ai lati della strada. Feriti e sotto choc, i due brigadieri sono riusciti ad annotare il numero di targa dell’auto. Un particolare che ha permesso ai carabinieri di Desio di catturare i due nordafricani.

I due stranieri avevano dato vita a un vasto traffico di stupefacenti sulla piazza della frazione Santa Margherita di Lissone. Erano centinaia i clienti che da tutta la Brianza si rivolgevano a loro per acquistare eroina e cocaina. All’occorrenza erano in grado anche di procurare pastiglie eccitanti e sostanze chimiche allucinogene di ogni tipo. Un giro d’affari che – secondo i carabinieri – superava senza dubbio i 100mila euro al mese.

Nel loro magazzino e nel loro appartamento in via Gramsci a Sovico i militari hanno trovato un vero e proprio supermarket della droga. Nascoste in armadi e cassetti, c’erano migliaia di dosi di cocaina e hashish pronte per essere vendute. A disposizione dei clienti c’erano poi pastiglie di steroidi e anabolizzanti, flaconi di testosterone purissimo e capsule di micizina, un antitumorale utilizzato con effetti allucinogeni. C’erano anche pastiglie a base di chinino, un farmaco usato per curare la malaria che provoca uno stato di forte euforia.

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