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Sindaco di Bovisio cambia le chiavi del Comune e i dipendenti restano fuori

22 Giugno 2009

Chiavi_della_cittSindaco nuovo? Chiavi nuove. Per sottolineare il ruolo di Giunta di «rottura», il neo borgomastro del Carroccio, Emanuele Galimberti, ha preso una decisione forse un po’ troppo drastica. Quando, l’altro giorno, si è presentato in Comune per il suo primo giorno di lavoro, il nuovo «inquilino» di Villa Erba Odescalchi ha ordinato di cambiare tutte le serrature del municipio.

«Tutte»? Hanno chiesto con gli occhi sgranati gli operai del Comune. «Tutte» ha risposto senza il minimo dubbio il sindaco. Un provvedimento che il giorno dopo ha creato un piccolo pandemonio. Quando l’altra mattina i dipendenti comunali sono arrivati al lavoro, sono rimasti chiusi fuori.

Fuori sono rimaste le donne delle pulizie, ma anche le impiegate dell’ufficio anagrafe. Davanti ai cancelli chiusi in pochi minuti si è formato un piccolo capannello di dipendenti comunali «arrabbiati».

Per fortuna in pochi minuti il sindaco si è precipitato in Comune e ha provveduto a distribuire le nuove chiavi. Tutto è bene quel che finisce bene, dunque? Mica tanto. La trovata del neo sindaco ha oscurato tutte le iniziative prese dalla sua giunta: il taglio di alcuni dirigenti costosi come il direttore generale, l’istituzione di una commissione demografica e di una commissione scuola.

Ma soprattutto ora rischia di avere l’effetto di un boomerang. E di esporlo alle critiche serrate dell’opposizione che lo aspetta al varco al primo consiglio comunale, convocato per martedì 24 giugno. «Mi sono scusato per i disagi – ha spiegato Galimberti -. Le nuove chiavi mi sono state consegnate solo nel tardo pomeriggio quando i dipendenti comunali non erano più al lavoro. D’altra parte cambiare le chiavi mi è sembrato un provvedimento di assoluta necessità. Nessuno mi ha saputo dire quante copie c’erano a disposizione e chi ne era in possesso. Così, le ho cambiate munendo gli ingressi di password informatiche. E’ una questione di sicurezza».

Ma le polemiche non si sono certo placate. Mai nessun sindaco nella storia di Bovisio Masciago del resto aveva mai fatto nulla di simile. Non il suo predecessore Giuseppina Stella, che si era limitata a modificare l’arredo del suo ufficio. E neppure il ben più anticonformista Gianfranco Ratti, che si era portato la sedia dell’ufficio da casa. Ma di cambiare tutte le serrature del Comune, questo neppure a lui era mai venuto in mente.

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