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“Forti e Liberi” dopo 106 anni Monza dice sì al restyling della sede

3 Giugno 2009

Se spettasse ai Savoia decidere, probabilmente l’avrebbero rasa al suolo dal un bel pezzo. Tuttavia, dal momento che la palazzina della società sportiva Forti e Liberi, fondata nel 1878 è del Comune, sarà completamente rimessa a nuovo per evitare che deperisca definitivamente per colpa dell’incuria e delle infiltrazioni d’acqua.

forti_e_liberi5Lì davanti, a poche decine di metri dalla Villa Reale, il 27 luglio del 1900 l’anarchico Gaetano Bresci uccise a colpi di rivoltella Umberto I, proprio mentre il re guardava un saggio ginnico degli atleti della Forti e Liberi. Il giorno dopo la famiglia reale abbandonò Monza, la sede storica della società sportiva fu espropriata per costruire la Cappella espiatoria e, nel 1903, a titolo di risarcimento, fu costruita la sede nuova. E da allora lo stabile e la relativa palestra sono rimaste sempre le stesse. Negli anni hanno subito diversi interventi di sistemazione e riqualificazione, ma solette, infissi, tetto e muri sono quelli originali. Da tempo, però, è abbandonato a se stesso e se l’amministrazione non si sbriga a intervenire rischia di essere compromesso in modo irreversibile.

Proprio pochi giorni fa è stato effettuato un sopralluogo con gli esperti della Sovrintendenza ai beni ambientali e architettonici di Milano e la relazione finale parla di fessurazioni, crepe, impianti fuori norma, infissi inadeguati e anche di infiltrazioni d’acqua dal tetto. Il tutto, aggravato da un difetto di costruzione: per la fretta l’edificio venne realizzato senza fondamenta, il che, nonostante alcuni interventi di consolidamento, lo rende precario da un punto di vista statico. Per effettuare l’operazione di restyling la giunta ha stanziato 700 mila euro. L’obiettivo è di rimettere a nuovo l’edificio e dare così a una delle società sportive più antiche d’Italia una sede adeguata.

{xtypo_rounded2} Forti e Liberi è stata infatti fondata più di 130 anni fa e nelle sue fila hanno militato sportivi del calibro di Ernesto Ambrosini, medaglia di bronzo alle olimpiadi di Anversa del 1920 nei 3mila siepi, e altri tre olimpionici come Franco Tognini, Ettore Perego e Ottavio Monti. Re Umberto fu ucciso il 29 luglio dall’anarchico Gaetano Bresci. Era arrivato a Monza pochi giorni prima per assistere a un saggio ginnico degli atleti della Forti e Liberi. C’è gran confusione: approfittandone, spara tre colpi in rapida successione. Umberto viene colpito ad una spalla, al polmone ed al cuore. Il re avrebbe balbettato: “Andiamo non è nulla” o secondo altri “Avanti credo di essere ferito”. Poco dopo, morì.{/xtypo_rounded2}

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