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Protesta dei pendolari: già trenta le azioni legali contro Trenitalia e Fnm

20 Giugno 2009

Protesta-pendolariQuattro guasti al giorno solo in Provincia di Milano; ritardi anche gravi tutti i giorni; un servizio degno del Terzo mondo. I pendolari lavoro sono stanchi. Non è facile accettare di perdere un’ora di lavoro, quando non addirittura mezza giornata, per andare a lavorare e per tornare a casa.

Monta da ogni angolo della Lombardia, la protesta dei pendolari che usano il treno. Sono tantissimi i comitati che riuniscono circa 500 mila viaggiatori quotidiani e che danno voce a una protesta che ogni giorno si fa più incisiva. Dopo lo sciopero del biglietto e dell’abbonamento attuato durante l’inverno (da Novara a Magenta) e le clamorose occupazioni dei binari, ora è la volta dei legali e delle carte bollate.

Sono già trenta le azioni legali intraprese da singoli viaggiatori e gruppi contro Trenitalia e Ferrovie Nord Milano in Provincia di Milano. I viaggiatori chiedono che venga riconosciuto loro un danno biologico: cioè il disagio per i ritardi subiti in partenza o durante il viaggio di ritorno.

Come se non bastasse stare fuori casa 10 ore per lavorarne 8. Da Merate, in provincia di Lecco, fino a Pavia o Vigevano, insomma da ogni angolo dell’intera Lombardia, la pazienza dei pendolari sembra aver raggiunto il capolinea e ha lasciato il posto alle battaglie legali. E da luglio a Rho si farà lo sciopero del biglietto, per protestare contro la soppressione della fermata (in favore di quella Rho Fiera).

Ad aiutare e ad assistere i pendolari c’è anche l’associazione Codici: “Ci uniamo alla protesta dei viaggiatori – spiegano i volontari – e segnaliamo una serie di disservizi e disagi continui. Sembra inoltre che gli incontri avuti in passato con i vertici di Trenitalia e le amministrazioni locali, provinciali e regionali, abbiano dato scarsi frutti”.

L’associazione Codici sottolinea poi l’incongruenza del voler sollecitare i cittadini a usare i mezzi pubblici e inquinino meno, quando ancora molto c’è da fare sul fronte del servizio. Per non parlare dei parcheggi pubblici localizzati nei pressi delle linee metropolitane e ferroviarie.

“Molto lavoro resta da fare per migliorare la mobilità e, in particolare gli spostamenti “casa-lavoro” – aggiunge il portavoce ufficiale dell’associazione Codici -. Chiediamo per l’ennesima un volta un tavolo di  confronto  con i  vertici  di  Trenitalia perché si  trovino  accordi al fine di  tutelare i  cittadini”.

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