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Nel Duomo di Monza la “prima” di Riccardo Muti in Brianza

22 Giugno 2009

Riccardo_MutiLa Brianza diventa Provincia e il suo peso specifico aumenta. Anche nella grande musica. Così, ciò che sembrava impensabile diventa possibile. Come un concerto di Riccardo Muti a Monza.

Il maestro napoletano – uno dei grandi interpreti di oggi – martedì 23 giugno alle 21 dirigerà l’Orchestra Cherubini sotto le volte affrescate del Duomo di Monza. Sarà lui quest’anno il protagonista di “Le prime della Villa Reale”: la prestigiosa manifestazione che ha già portato in Brianza Ennio Morricone e José Carreras.

Erede di una lunga tradizione direttoriale che risale ad Arturo Toscanini, Otto Klemperer, Herbert von Karajan, per 19 anni direttore musicale del Teatro alla Scala, ospite fisso delle più grandi orchestre del mondo – Berliner e Wiener Philharmoniker e Chicago Symphony Orchestra – punto di riferimento al Festival di Salisburgo e di Lucerna, Riccardo Muti guiderà a Monza il suo ultimo gioiello: quell’Orchestra Cherubini formata dai migliori giovani talenti italiani. Un omaggio alla nostra scuola musicale ma anche un segno dell’impegno di Muti a favore della diffusione della grande musica nel Belpaese.

LOrchestra_Luigi_Cherubini“L’Orchestra Cherubini – ha detto il Maestro Muti – è una forma di gratitudine verso il mio Paese, mi sono sempre orgogliosamente definito un figlio della scuola italiana. Ho voluto mettere la cultura a disposizione delle nuove generazioni, trasmettere qualcosa delle mie esperienze”.

Profondamente “mutiano” il programma scelto per il suo primo concerto monzese. Sarà eseguita la Missa Defunctorum di Giovanni Paisiello e la Sinfonia numero 41 in do maggiore K551 Jupiter di Wolfgang Amadeus Mozart.

La Missa Defunctorum di Paisiello è stata eseguita dal Maestro solo pochi giorni fa dal Maestro al Festival di Pentecoste di Salisburgo dove Muti ha improntato l’intera manifestazione alla riscoperta – in terra austriaca – della scuola musicale napoletana del Settecento. L’esecuzione sarà la prima in epoca contemporanea di questo brano a lungo dimenticato. E ora riportato in vita grazie all’impegno che Muti ha dedicato alla riscoperta di grandi compositori napoletani del XVIII secolo come Giovanni Battista Pergolesi, Domenico Cimarosa, Nicola Porpora e Niccolò Jommelli.

Brano severo, difficoltoso anche se di mirabile mano contrappuntistica, la Missa Defunctorum di Paisiello è una partitura impregnata di storia. Nel 1799, dopo restaurazione borbonica seguita alla Repubblica partenopea, Paisiello rielaborò la partitura – composta dieci anni prima – in occasione dei riti funebri svolti a Napoli in suffragio di papa Pio VI, morto in esilio in Francia sull’onda delle conquiste napoleoniche. Per le esequie papali Paisiello aggiunse al vecchio Requiem due doppi cori nuovi di zecca e una Sinfonia funebre.

Vicinissima alle corde di Riccardo Muti – sommo interprete mozartiano – è anche il secondo brano proposto: la Sinfonia numero 41 K 551 Jupiter di Wolfgang Amadeus Mozart. Il titolo, col suo rimando mitologico a Giove, evidenzia il carattere grandioso e divino di questa composizione. Composta nel 1788, a tre anni dalla morte Con la numero 39 e la n. 40, essa fa parte di un ciclo noto come canto del cigno ed è una sorta di testamento spirituale. Il secondo movimento – Andante – è stato definito da Woody Allen una delle poche cose per cui vale la pena di vivere. E senza dubbio questo momento musicale pieno di dolcezza molto malinconica è una delle pagine più belle mai scritte da Mozart. E pensare che la Sinfonia numero 41, una delle musiche più sublimi mai scritte nella storia della musica, fu composta da Mozart  per cercare di raggranellare un po’ di soli visto che si trovava in uno dei suoi non infrequenti periodi di ristrettezze economiche.

“Nella musica come nella vita – ha aggiunto Muti – non c’è nulla che si possa ripetere esattamente allo stesso modo”. “La bellezza della musica  è la sua impossibilità ad essere ripetuta. Finita l’esecuzione è finita per sempre.”

La serata gode del patrocinio e del contributo della Regione Lombardia – Assessorato alle Culture Identità e Autonomie, del patrocinio e del contributo del Comune di Monza – Assessorato al Turismo e Spettacolo con l’Assessorato Parco e Villa Reale, e del patrocinio della Provincia di Milano – Progetto Monza e Brianza.

Il concerto ha una finalità benefica fortemente voluta dall’Associazione Le Prime della Villa Reale con il supporto dell’organizzatore Vision Plus. Parte del ricavato verrà infatti devoluto al fondo patrimoniale “durante e dopo di noi” costituito dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza.

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