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La scuola in balia della mancanza di incentivi agli insegnanti e dell’indisciplina degli studenti

28 Giugno 2009

scuolaTre insegnanti su quattro in Europa dicono di non avere incentivi per migliorare la qualità del loro insegnamento, mentre il cattivo comportamento degli studenti in classe disturba le lezioni in tre scuole su cinque, ma in Italia quest’ultimo dato supera il 70%.

Un recente rapporto (www.oecd.org/edu/talis/firstresults) dell’OCSE (l’organizzazione che riunisce i Paesi più sviluppati), elaborato con il sostegno della Commissione europea, presenta per la prima volta dati comparabili su scala internazionale sulle condizioni in cui si trovano ad operare gli insegnanti nelle scuole sulla base dei risultati di indagini condotte in 23 paesi.

Il commissario europeo responsabile per l’istruzione Ján Figel’, ha detto: “Nell’UE si stima vi siano 6 250 000 insegnanti che hanno bisogno di tutto l’aiuto che le autorità educative possono dar loro per riuscire a impartire il giusto tipo di insegnamento nei nostri contesti scolastici in rapida evoluzione. Ciò richiede determinazione e impegno da parte dei decisori politici a sostegno dei nostri insegnanti, non solo per quanto concerne la loro formazione ma anche il miglioramento delle loro condizioni di lavoro.”

In Italia, così come in Estonia, Repubblica slovacca e Spagna, più del 70% degli insegnanti delle scuole secondarie inferiori afferma che la cattiva condotta degli allievi in classe impedisce il corretto processo di insegnamento. Mediamente il 38% degli insegnanti coinvolti nell’indagine lavora in scuole che risentono di una carenza di personale qualificato, e quasi dieci minuti su sessanta vengono sprecati in classe per mantenere la disciplina. Gli altri fattori che ostacolano il processo educativo comprendono l’assenteismo degli studenti (secondo il 46% degli insegnanti), gli studenti che arrivano in ritardo nelle classi (39%), il linguaggio osceno e le bestemmie (37%) nonché l’intimidazione o gli insulti verbali all’indirizzo di altri studenti (35%).

E l’Italia spicca come il paese in cui gli insegnanti soffrono di una mancanza di incentivi a migliorare. Il 55% di loro ritengono di non essere sottoposti a una valutazione sistematica del loro operato: un dato molto più alto rispetto alla media. Nel complesso, dall’indagine emerge che le autorità che pianificano l’istruzione potrebbero fare di più per sostenere gli insegnanti e migliorare il rendimento degli studenti se sia il pubblico che i decisori politici si concentrassero meno sul controllo delle risorse e sui contenuti educativi e prestassero maggiore attenzione ai risultati dell’apprendimento.

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