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La Brianza torna alle urne per referendum e ballottaggi

20 Giugno 2009

Di nuovo alle urne. A sole due settimane di distanza i brianzoli sono chiamati di nuovo a votare. Questa volta per il referendum. Ma anche per le amministrative. In undici grandi centri del Milanese gli elettori domenica e lunedì torneranno ai seggi per i ballottaggi. Ovunque è sfida fra Pd e Pdl, con l’eccezione di Lainate, Senago e Melzo, dove il candidato Pd non ha superato il primo turno.

A Cinisello Balsamo, il centro più grande, la candidata pd Daniela Gasparini ha recuperato l’alleanza con l’ Idv. Lo sfidante del Pdl, Carlo Lio, potrà invece contare sui voti dell’ Udc.

A Cologno Monzese il sindaco uscente del Pd Mario Soldano cercherà di recuperare 6 punti di distacco da Antonio Velluto (Pdl). Anche a Lainate pace fatta tra Pdl e Udc, che adesso sostengono insieme Gianluigi Carnovali. Lo sfidante è Alberto Landonio (Liste civiche).

A Senago, invece, è rottura totale tra il Pd ed Enrico Chiesa, il candidato di alcune liste civiche e di Idv, Prc e Pdci. Il Pd non lo sosterrà. Intesa ritrovata, invece, tra Lega e Pdl, che ora puntano insieme su Franca Rossetti. A Melzo, Vittorio Perego (Liste civiche di centro) parte in vantaggio di tre punti rispetto a Giuseppina Cavaldonati (Pdl e Lega).

Domenica e lunedì si vota anche a Arese, Cornaredo, Cusano, Peschiera Borromeo e San Giuliano e Cesano Maderno.

Palazzo_Borromeo_CesanoUna sfida accesissima e al photofinish, quella di Cesano Maderno. Tra il sindaco uscente Paolo Vaghi, erede di vent’anni di amministrazione bianco-rossa, e la sfidante di rottura Marina Romanò, alfiere della Lega Nord. In gioco c’è una città simbolo della Brianza. Dove il centrodestra è deciso a espugnare una delle ultime roccaforti dell’opposizione e il centrosinistra deciso a non lasciarsi espugnare.

I due competitor hanno scelto due strategie opposte. Vaghi ha scelto una campagna porta a porta, scegliendo di andare nelle piazze e nei cortili e di stringere la mano a ogni cittadino. Romanò invece ha puntato tutto sui big. Sfumata all’ultimo minuto la possibilità di avere in piazza Silvio Berlusconi, Marina Romanò si è dovuta “accontentare di Umberto Bossi, che venerdì sera ha galvanizzato migliaia di simpatizzanti nel centro di Cesano Maderno. Insieme a Bossi sono arrivati anche Roberto Calderoli e Massimo Zanello.

Se Vaghi ha scelto una linea soft, Romanò invece ha alzato i toni della polemica, accusando il sindaco uscente di voler costruire una moschea. Ora (finalmente) su una delle campagne elettorali più torride di tutti i tempi è calato il silenzio.

 

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