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Il no dei dipendenti fa saltare il matrimonio fra Tpm e Net (di Atm)

20 Giugno 2009

busÈ saltato l’accordo fra Tpm (Trasporti Pubblici Monzesi) e Net (Nord-Est Trasporti srl società controllata al 100% dalla Atm). A dire “no” questa volta, mercoledì 17 giugno durante il referendum sono stati i lavoratori Tpm. La decisione del Comune di Monza di cedere il ramo aziendale di Tpm che si occupa dei trasporti alla Net  era stata già presa settimana scorsa e anche il fronte sindacale aveva dato la loro approvazione sull’intesa raggiunta.

Ma sembra proprio che i lavoratori Tpm (153) non siano rimasti soddisfatti della proposta economica a loro sottoposta: tre ore in più di lavoro (da 36 a 39) per un aumento di stipendio di 75 euro quando la trattativa iniziale era partita da 173 euro lordi al mese e un contratto regolare anche per tutti i lavoratori interinali (6) o a tempo determinato (8). “L’ipotesi di accordo siglata non è stata vagliata dai lavoratori:  81 voti contro 59 hanno rifiutato la proposta – spiega Salvatore Campisi segretario generale della Filt Cgil di Monza e Brianza – la situazione è complessa ma c’è ancora spazio per una trattativa e riflettere sulla questione salariale”

L’Assessore agli Enti Partecipati Cesare Boneschi, che si sta occupando della trattativa, sembra di tutt’altro parere e interviene con una lettera inviata ieri 18 giugno alle segreterie regionali e territoriali dei sindacati di categoria nella quale esprime il suo rammarico per la decisione assunta dal personale Tpm.

Nella lettera l’assessore scrive: “Questa battuta d’arresto costituisce un grave impedimento nella prosecuzione della trattativa tra Tpm, Atm e Net e mette in condizioni questa Amministrazione di assumere, nelle prossime ore, provvedimenti che potrebbero portare a decisioni non più rimediabili. Infatti, come più volte precisato, il Consiglio Comunale di Monza ha espresso, in più occasioni in modo chiaro e all’unanimità, la decisione di non procedere più al rifinanziamento delle attività della società, tant’è che, al momento, non sono disponibili risorse a bilancio ne è ipotizzabili che se ne possano trovare… Ritengo necessario che le associazioni di categoria  rivalutino  attraverso il rapporto che hanno con i loro associati, la possibilità di far comprendere adeguatamente il valore e la portata dell’accordo preliminare. In particolare nell’ottica del mantenimento e della garanzia del posto di lavoro per tutti coloro che collaborano attualmente con TPM, compresi i lavoratori a tempo determinato ed interinale, che altrimenti il prossimo 30 giugno rimarrebbero senza posto di lavoro, in virtù della naturale scadenza del loro rapporto di collaborazione”.

“E’ una situazione certamente spiacevole perché rischiamo di perdere una grande occasione con importanti benefici per l’intera città” – commenta Boneschi. Una situazione talmente problematica, dovuta anche al fatto della  difficile situazione finanziaria di TPM, che potrebbe portare anche alla messa in liquidazione dell’azienda e quindi seri rischi per i posti di lavoro.

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