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Gods of Metal 2009: trent’anni di musica al Brianteo di Monza

29 Giugno 2009

Black_Dahlia_MurderUna vera e propria invasione al Brianteo da parte di ragazzi dai capelli lunghi, abbigliamenti eccentrici e tanta voglia di divertirsi, in un raduno che non ha precedenti a Monza da quarant’anni: è stato il “Gods of Metal 2009”, sabato 27 e domenica 28 giugno. I mostri sacri del metal internazionale si sono alternati a band emergenti, in uno spettacolo di chitarre, urla ed emozioni.

I biglietti per la manifestazioni sono andati a ruba, con una concentrazione massima di pubblico nella giornata di domenica tra i dieci e quindici mila spettatori, poco meno sabato che ha raggiunto i diecimila paganti. Sorprendente la presenza, domenica, di un grandissimo numero di giovanissimi (tra i quattordici e i sedici anni), adolescenti attratti principalmente dalle star della giornata, gli Slipknot, con la loro musica che rompe gli schemi e le loro tematiche di rivolta e di rifiuto della società.

Slipknot1Il cattivo tempo non ha risparmiato la manifestazione nella giornata di sabato, un’abbondante scroscio di pioggia ha costretto molte persone a nascondersi nelle tribune, e ha causato alcuni problemi tecnici con la strumentazione elettronica durante l’esibizione dei Queensrÿche. Ma un’imprecazione in un italiano quanto mai improbabile da parte di un membro della band americana ha salvato la giornata, restituendo il buon umore al pubblico. Un altro inconveniente è avvenuto il giorno successivo, quando il pubblico, già provato dal gran caldo, ha subito la scomparsa Saxon, gruppo storico dell’Heavy Metal Britannico che prima è stato ritardato, anticipando la cantante Tarja Turuner, ma poi è stato cancellato.

Un bel Gods of Metal da ricordare anche per le grandi prestazione delle band emergenti, la cui presenza in alcuni casi era stata contestata, come per i Black Dahlia Murder. Hanno invece qualcosa da farsi perdonare i Motley Crue, star della notte di sabato, da cui forse ci si poteva aspettare di più: non c’è stata una grande risposta del pubblico, e neppure l’attesa concentrazione sotto il palco. Per contro, le band considerate di un gradino inferiore, gli Heaven & Hell di Ronnie James Dio e i Dream Theater di John Petrucci hanno davvero mandato in delirio il Brianteo: non un errore, una festa per le orecchie, i due leader veramente scatenati a incantare il pubblico. Ma è stato lo stesso per tutti gli altri gruppi, dai Blind Guardian ai Down di Philip Anselmo (storico cantante dei Pantera), dai Carcass agli Edguy.

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