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E Lentate si risveglia sotto choc: «Non siamo più un’isola felice»

30 Giugno 2009

carabinieri-auto2Il giorno dopo la piccola Lentate sul Seveso si è risvegliata sotto choc. La cittadina di 15mila abitanti citata da Plinio il Giovane per l’aria salubre non è molto cambiata dai tempi in cui Alessandro Manzoni, Pietro Verri e Arturo Toscanini trovavano ristoro tra le sue verdi colline. E invece quest’ultimo lembo incantato della Provincia di Monza che punta il suo fascino sul trecentesco Oratorio di Santo Stefano e sugli affreschi di scuola giottesca e dove la cronaca nera praticamente non esiste, ora si scopre essere il teatro di una spietata esecuzione da far west.

Con due bande di feroci albanesi che si sono affrontate a colpi di pistola nel pieno centro storico. Nella via più affollata della città. In una calda domenica d’estate. In una via Garibaldi dove tante famiglie stavano passeggiando a piedi o in bicicletta. Davanti al Saint James Gate, il pub dei bravi ragazzi, a quell’ora pieno da scoppiare. E a pochi metri dall’oratorio di Sant’Andrea, dove centinaia di giovanissimi erano seduti sotto le stelle a guardare il film Angeli e Demoni con Tom Hanks.

La quiete di un’isola felice che si credeva immune dai rischi della criminalità che flagella tutto l’hinterland milanese è finita poco dopo le 22. Spezzata da due auto entrate in via Garibaldi come proiettili impazziti. Prima lo stridore e il fumo delle gomme. Poi una pioggia di fuoco di proiettili. Dieci colpi di semiautomatica che hanno crivellato il corpo di Eduard Cumi, 28 anni, residente ad Abbiategrasso, dilaniandolo con ferite mortali al torace, allo stomaco e alla gola. Sotto gli occhi sgomenti dei ragazzini che fino a pochi minuti prima stavano sorseggiando una birra e parlando di moto e di belle ragazzi, il giovane albanese ha avuto solo la forza di percorrere ancora qualche passo, e di chiedere aiuto con tutto il fiato che aveva in corpo. Fino a crollare davanti alle saracinesche dell’irish pub.

Intanto la pioggia di fuoco continuava. Questa volta a sparare è stata la banda rivale. E a essere ferito con tre colpi di pistola all’addome è stato Isa Korcaj, 23 anni. «E’ stato terribile – racconta Andrea, 18 anni, che stava guardando il film all’oratorio con la fidanzatina Ilaria, 17 anni -. Quando è partita quella sequenza che non finiva mai di colpi di pistola, tutti gli spettatori si sono precipitati in strada. Con il cuore in gola, ci siamo precipitati in strada, e sembrava di assistere a una scena del film. E invece stavolta era tutto vero».

Ferito in modo gravissimo, il 23enne è stato trascinato sulla loro auto dai suoi complici, che sono volati via a tutta velocità. Mentre fuggivano, si sono accorti che perdeva troppo sangue. Così, giunti a Meda, in via Mazzini, a pochi passi dal Comune, non hanno esitato a scaricare il ferito su un marciapiede, lasciandolo lì agonizzante. Poi hanno proseguito la loro fuga fino in via delle Grigne, a Seveso, dove hanno bruciato l’auto e si sono dileguati nella notte.

Ora i carabinieri di Seregno e il Pm del Tribunale di Monza, Flaminio Forieri, stanno indagando per cercare di trovare gli spietati assassini. Stanno interrogando il proprietario della Lancia Lybra, albanese pure lui, che dice di aver subito il furto dell’auto. Le piste sono a 360 gradi. La droga, forse. Ma non è escluso che le due bande rivali volessero spartirsi il lucroso mercato della prostituzione. Decine di belle di notte giovanissime – spesso minorenni – che si vendono sulla Novedratese a tutte le ore del giorno e della notte. Un mercato che frutta milioni di euro.

{xtypo_rounded2} La commerciante: «Ho reagito d’istinto, come una madre»
Un Gesto istintivo, come quello di una madre. Quando Lorenza Timpanaro, titolare del pub Saint James Gate di via Garibaldi si è accorta che due bande di feroci assassini si stavano sparando addosso, il primo pensiero è stato per i «suoi» ragazzi. «Venite tutti dentro – ha urlato mentre impazzava il crepitio del fuoco di fila dei colpi di pistola – Quei pazzi sparano. E qui fuori correte il rischio di morire».
Sono bastati pochi istanti. E i ragazzi si sono precipitati all’interno del locale. Subito dopo la donna ha abbassato la saracinesca del locale, insensibile al grido d’aiuto di uno degli albanesi che con 10 colpi di pistola nel corpo aveva trovato la forza di avvicinarsi al locale, e che pochi istanti dopo è crollato proprio davanti alla saracinesca abbassata. «Sono stati momenti terribili – racconta la donna -. Sono proprietaria di questo locale da oltre vent’anni, ma qui a Lentate sul Seveso non avevamo mai visto niente di simile. Ma davvero mai».
Ha avuto paura di morire, la commerciante. E ha avuto paura per la piccola figlia di dieci anni, che era insieme a lei dietro il bancone del locale. «Sono una madre – ha aggiunto la donna -. E il primo pensiero istintivo è stato quello di pensare a mia figlia. L’ho guardata negli occhi e ho pensato: e se morisse? E se le capitasse qualcosa di male. Non ho paura ad ammettere che ho abbassato la saracinesca pensando a lei, prima ancora che a tutti gli altri ragazzi. Se la mia bambina fosse morta, non me lo sarei potuta mai perdonare e mi sarei portato il peso nel cuore per tutta la vita».{/xtypo_rounded2}

{xtypo_rounded2} Il sindaco: «Mancano buoni esempi da seguire»
«Ciò che è accaduto domenica notte a Lentate sul Seveso si può spiegare in un solo modo. E’ in atto una caduta verticale dei valori». Ha usato parole dure e anche inusuali Massimo Sasso, il sindaco del Pdl di Lentate sul Seveso. «Si può fare di più sul fronte della sicurezza – aggiunge -. E l’ho fatto. Abbiamo solo cinque uomini e un comandante della Polizia locale. Dunque ho chiesto al Prefetto di poter contare anche sull’ausilio della Polizia di Stato. Ma la sensazione è che aumentare il rigore sia necessario, ma non basta». E che cosa servirebbe, allora? «Penso che oggi manchino i punti di riferimento. E’ necessario ripartire dando di nuovo dignità alle istituzioni e fornendo dei buoni esempi da seguire. Anche il modo con cui si fa il sindaco può suggerire alla popolazione un’emulazione di legalità e di buon costume. Nelle ultime settimane abbiamo istituito un premio per le personalità benemerite di Lentate. Anche questo è un modo per fornire ai giovani buoni esempi da seguire».{/xtypo_rounded2}

 

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