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Consegnata la medaglia d’argento al valor civile: commozione a Vimercate

4 Giugno 2009

vimercate_consegna_medaglia_argentoUn momento solenne. Una grande emozione si leggeva sui visi del sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla, e del vice sindaco, Roberto Rampi, quando il Prefetto di Milano ha consegnato nelle loro mani la medaglia d’argento al merito civile per la città di Vimercate.

medaglia_2Un’onorificenza consegnata per fatti che risalgono al periodo della resistenza quando a Vimercate si costituì un gruppo di giovani di diverse aree politiche pronti a sacrificare la propria vita pur di cacciare l’oppressore. L’unicità dell’evento sta anche nel fatto che in genere queste medaglie, questi importanti riconoscimenti, sono consegnate a singole persone che si sono distinte nel passato, molto raro che vengano attribuite a un’intera città.

“Ho spesso dichiarato – dice il Sindaco Paolo Brambilla – che è per me un autentico onore amministrare una città come Vimercate, da sempre all’avanguardia sia dal punto di vista culturale, sia dal punto di vista dell’attività industriale e commerciale, sia per lo spirito di accoglienza e di solidarietà sociale che anima i suoi cittadini. Oggi più che mai sono orgoglioso di amministrare una Città il cui coraggio e senso di giustizia, portati avanti fino all’estremo sacrificio in occasione della lotta al nazifascismo, sono celebrati e riconosciuti a livello nazionale”

“Prima la consegna della costituzione ai diciottenni e ai nuovi cittadini italiani residenti a Vimercate (avvenuta nella mattinata presso Palazzo Trotti, con grande affluenza di pubblico – NDR), poi il concerto del Civico Corpo Musicale di Vimercate, e infine lo storico momento della consegna della medaglia – ha affermato con una certa emozione Roberto Rampi, vice sindaco e assessore alle Politiche giovanili – Ci sono occasioni nelle quali mi rendo conto di quanto, senza giri di parole, sia semplicemente bello svolgere il mio ruolo di Assessore a Vimercate”.

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Partigiani vimercatesi: la storia e l’orgoglio

È a Vimercate che si costituì uno dei centri più attivi della resistenza antifascista, è a Vimercate che fu arrestato il 27 aprile 1945 Roberto Farinacci, uno degli irruducibili gerarchi fascista, e ancora, fu da Vimercate che partirono importanti azioni di rappresaglia contro i Tedeschi.

Durante il secondo attacco al campo di aviazione di Arcore, compiuto la sera del 29 dicembre 1944, il comandante Iginio Rota fu ucciso a seguito dell’inceppamento dell’arma. I partigiani ripiegarono, ma in seguito furono catturati e giudicati dal tribunale fascista di Milano: il giorno 29 gennaio 1945 furono accusati di rapine, sequestri di persona e reati vari, nel tentativo di presentarli all’opinione pubblica come delinquenti comuni. Il tribunale emise quindi le seguenti condanne: a morte, mediante fucilazione, dei partigiani Pierino Colombo, Emilio Cereda, Renato Pellegatta, Aldo Motta, Luigi Ronchi; a morte in contumacia del partigiano Carlo Levati; a 30 anni di carcere (data la minore età) dei partigiani Enrico Assi, Angelo Nava, Felice Carzaniga, Carlo Verderio.

Il gruppo, che si era consolidato ufficialmente come I distaccamento della 103° Brigata Garibaldi, e che agì in collaborazione con i gruppi della zona con l’assistenza e la compartecipazione anche del clero locale, in particolare con l’appoggio di Don Enrico Assi, di Don Attilio Bassi e di Don Luigi Sala, fu sciolto, ma non lo spirito combattivo dei brianzoli. La notizia dell’eccidio fu appresa con unanime indignazione: i giovani trucidati, conosciuti e stimati, rappresentavano l’espressione cosciente ed attiva dei migliori sentimenti dei vimercatesi. La protesta assunse forma inaspettata e clamorosa sotto forma di un pubblico pellegrinaggio: da Vimercate al cimitero di Arcore, per 4 chilometri, in segno di aperta sfida, si recavano a piedi, uomini e donne, giovani e ragazze per render omaggio sulla tomba dei caduti, di fronte all’ira impotente dei fascisti. Durante la notte dell’8 marzo 1945, malgrado la sorveglianza, venne deposta una corona con la scritta “Gloria ai caduti per la libertà – i gruppi di difesa della donna”.

Il 13 maggio 1945 venivano traslate le salme dei partigiani vimercatesi dal cimitero di Arcore a quello di Vimercate. Fu una manifestazione unitaria di tutte le forze e l’onoranza funebre fu pronunciata da Don Enrico Assi, partecipe della resistenza, e testimone della loro fierezza di fronte agli inquirenti fascisti, nelle giornate di prigionia che precedettero il loro sacrificio.

Il CNL di Vimercate deliberò l’erezione di un cippo alla memoria dei Partigiani sul piazzale delle scuole – che assunse il nome di piazza Martiri vimercatesi – e del monumento al cimitero. Sul luogo dell’eccidio, in Arcore, fu eretta una stele ricordo, circondata da sempreverdi, come perenne testimonianza del sacrificio e ammonimento alle generazioni future.

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