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Vita da brianzoli: pendolari in casa propria

19 Maggio 2009

Pendolari in casa propria. Si sentono così i 794mila brianzoli: da decenni strangolati da una viabilità che non è all’altezza dell’importanza e della statura europea di una delle aree più ricche e industrializzate di Eurolandia. Brianza on the move, la due giorni dedicata al rilancio della mobilità locale, si chiude con un accorato appello alle istituzioni. A Provincia, Regione, e Governo centrale la Brianza chiede di fornire i finanziamenti necessari e di dare un taglio netto alla burocrazia per fare in modo che in pochi anni la viabilità della Brianza sia rivoltata come un calzino. E in pochi anni le nostre imprese abbiano a disposizione aeroporti, strade e treni dove i nostri prodotti possano correre alla stessa velocità dei nostri competitor europei. Una sfida da vincere. Pena: il rischio che la locomotiva economica lombarda e le sue 83mila imprese con 300mila lavoratori finiscano in serie B. Con conseguenze assai gravi per l’intero Paese.

Questo il messaggio finale di “Brianza on the move”. Al dibattito conclusivo, moderato dal direttore del settimanale il Cittadino, Luigi Losa hanno preso la parola Carlo Edoardo Valli Presidente della Camera di commercio di Monza, Carlo Sangalli Presidente della Camera di commercio di Milano, Piero Bassetti,  Presidente di “Globus et Locus”, Fabio Terragni, Ad di Pedemontana, e Claudio Viganò, Presidente Sias Autodromo.

“Mi auguro – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – che il prossimo convegno sulla mobilità sia per presentare ciò che è stato fatto. Quella infrastrutturale è una questione di vitale efficienza economica perché le imprese della Brianza vivono di estero”. 

Nel corso dei lavori sono emersi dati preoccupanti. Ogni brianzolo – rivela una ricerca realizzata dalla Camera di commercio di Monza con Regione Lombardia, Globus et Locus, Politecnico di Milano e Unioncamere Lombardia – effettua 2,78 spostamenti al giorno: più di un residente in Provincia di Milano che ne fa 2,55, e più di un lombardo che ne effettua 2,65. I pendolari in Brianza sono il 26,5% della mobilità giornaliera, contro il 29% lombardo. Un brianzolo su due (55,7%) lavora fuori dal comune dove risiede e impiega un quarto d’ora per raggiungere il luogo di lavoro. La maggioranza dei brianzoli (tra il 70% e l’80%) predilige l’uso del mezzo privato per andare e tornare dal lavoro. L’uso del trasporto pubblico interessa solo il 7,8%.

La Brianza che si muove – Il 55,7% della popolazione di Monza e Brianza lavora fuori dal comune di residenza; il dato risulta superiore a quello della provincia di Milano (43,3%) e raggiunge valori più significativi nel Vimercatese e nella Brianza centrale (59,8% e 56,7%). 

Tra gomma e ferro – Resta troppo alta l’incidenza dell’uso del mezzo privato negli spostamenti per motivi di lavoro che si attesta tra il 70% e 80% in tutti i comuni della Provincia, con punte dell’80% a Lissone, Vedano al Lambro, Desio, Biassono, e nei comuni della Brianza centrale e occidentale (Lazzate, Misinto, Cogliate, Ceriano Laghetto). Tutto ciò si accompagna a un ridimensionamento della quota di mobilità con il mezzo pubblico su gomma (che rappresenta il 9% per gli spostamenti interni, 6% per gli spostamenti in uscita, 5% per gli spostamenti in entrata), e a un incremento dei tempi di viaggio. Gli spostamenti medi giornalieri si attestano in provincia di Monza e Brianza su 2,78 spostamenti al giorno per persona; sono 2,65 in Lombardia e 2,55 in provincia di Milano, con una media di 2 spostamenti in sequenza (per il 91,2% degli intervistati).

In auto – L’utilizzo dell’auto (66,2% con guidatore e solo il 9,7% con passeggero) è legato a motivi di lavoro (36,4%) e legati all’accompagnare persone (7,5%), fare commissioni personali, acquisti e svago (5,3%).

Mezzi pubblici – L’uso del trasporto pubblico, seppure interessi solo il 7,8% degli spostamenti, si ritaglia comunque un peso significativo per gli spostamenti legati alla scuola (3,4%) e al lavoro (2,9%). Tra i mezzi pubblici più utilizzati figura il mezzo urbano di superficie (3%), il mezzo extraurbano su gomma (2,5%), seguito dalla metropolitana, utilizzata per andare al lavoro (2,2%). Il treno impiegato sopratutto per motivi di lavoro e di studio, interessa il 6,2% degli spostamenti della provincia.

A piedi – Un ruolo importante si ritagliano la bicicletta e la marcia a piedi (8,4% degli spostamenti) soprattutto negli spostamenti per andare al lavoro (2,3%), ma anche per fare acquisti (2%), per lo svago (1,4%), per fare commissioni personali (1,1%) e visitare amici e parenti.

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