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Ponti: unire le forze per costruire una Provincia a misura di Brianza

16 Maggio 2009

gigipontisorriso“Vorrò unire non dividere”. In questa specie di motto c’è la sintesi della filosofia e dell’agire di Gigi Ponti, candidato alla provincia di Monza e Brianza. Lo ha sempre dichiarato, ne ha fatto una missione del suo modo di fare politica, grazie anche alla scuola democristiana dove si è formato, ed ora lo scrive nel programma elettorale presentato ufficialmente a bordo del pulmino a basse emissioni con cui gira la Brianza. “Voglio unire potenziamento del trasporto pubblico e dei parcheggi convenzionati di scambio per chi va verso la città; unire sviluppo e salvaguardia del territorio, edificando sul già costruito senza sprecare terreno; unire e collegare il nostro sistema di parchi e potenziare i percorsi ciclabili; unire le nostre tradizioni in un grande evento culturale fatto con gusto perché ci si possa conoscere meglio; unire il sostegno all’impresa e le politiche del lavoro; unire il pubblico e il privato nei servizi e nella scuola, integrando il ruolo e la funzione  del primo con la complementare presenza del secondo”.

Ed è forse questa la parte più innovativa della proposta del Pd su un territorio che ha pagato spesso le “cieche” ed “ottuse” divisioni partitiche nate più da prese di posizione o antipatie personali che per questioni solide. Già perché i problemi del territorio sono sotto gli occhi di chiunque. La difficoltà sta nel trovare soluzioni adeguate. Ma su questo o ci si mette d’impegno tutti, lasciando da parte ideologie ormai morte, o non si va da nessuna parte. Gigi Ponti l’ha capito da un pezzo. Ancora da quando faceva il sindaco dimostrando una capacità amministrativa e di mediazione superiore alla media. Ed ora quell’esperienza, convalidata da cinque anni di lavoro, spesso nascosto e incompreso, per preparare la nuova Provincia. Una Provincia che per la coalizione di centrosinistra non può prescindere da cinque punti fondamentali: politiche del lavoro, un sistema di trasporti intelligente, sostegno sociale, tutela dell’ambiente, valorizzazione della cultura del territorio e del turismo.

Sono argomenti su cui Ponti ha iniziato a lavorare cinque anni fa e su cui intende proseguire. “E’ un programma che punta a costruire una Provincia, a partire dalla sua organizzazione, come ente leggero e semplice – precisa Ponti – che mette la persona, le comunità, le imprese, le associazioni al centro; che non dice loro cosa devono fare ma che le aiuta a fare quello che credono utile e giusto, tagliando burocrazia per rispondere in modo flessibile e veloce alle esigenze emergenti; che si rivolga all’Europa come interlocutore di interesse, dal punto di vista della tensione all’innovazione e all’adozione di politiche comuni e condivise”.

Tra le cose da fare subito, vista la situazione economica difficile:  un sistema di gestione delle risorse e di rendicontazione sociale dei risultati che consenta, in modo trasparente e puntuale, ai cittadini di verificare l’efficienza del lavoro svolto e l’utilizzo delle risorse pubbliche. E poi sostegno economico a chi rimane senza lavoro, formazione continua per i lavoratori, tramite la neonata Agenzia Afol, progetti di innovazione mirati per sostenere la competitività sui mercati nazionali ed esteri, aiuti alle famiglie per il sostegno agli anziani, disabili, giovani, asili nido; messa in sicurezza dei 200 km di strade e potenziamento del trasporto, soprattutto con la cura del ferro e la realizzazione di infrastrutture  (il programma integrale si può scaricare dal sito www.pontipresidente.it).

Fedele al proprio personaggio, Ponti evita gli attacchi all’avversario. Agli strali contro il centrodestra ci pensa Enrico Brambilla segretario del Pd Monza e Brianza: “Sia chiaro, noi corriamo per vincere. Anche perché i veri brianzoli sono da questa parte. Il nostro candidato non è nato a Roma e questa coalizione è stata tutta decisa in Brianza non a tavoli regionali o nazionali come quella del centrodestra. Inoltre, paradossalmente, siamo gli unici rimasti a volere questa Provincia. Gli avversari, a partire dal Premier fino all’ultimo dei suoi ministri, vogliono affossarla come hanno già fatto con Malpensa ed ora il Gran Premio. Ormai siamo rimasti gli unici interpreti di questo territorio”.

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