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Lo stato delle relazioni dell’UE con i Paesi vicini

6 Maggio 2009

La crisi economica ha influito anche sul processo di ripresa dei Paesi vicini all’Unione europea. Ma, nonostante il difficile contesto del 2008, caratterizzato da un rallentamento delle riforme politiche ed economiche a livello globale, si sono intensificati i contatti politici, gli scambi commerciali, la cooperazione in materia di ricerca e innovazione e l’aumento della mobilità dei giovani dell’UE con i Paesi dell’area del Mediterraneo e dell’ex Unione sovietica.

Questo risulta dalla relazione appena pubblicata dall’Unione europea sulle relazioni con i Paesi vicini, accompagnata da specifici documenti paese per paese (http://ec.europa.eu/world/enp/documents_en.htm).

“Il 2008 ha dimostrato chiaramente l’importanza strategica della politica europea di vicinato. La crisi economica e finanziaria, i violenti conflitti nel nostro vicinato e l’instabilità politica si ripercuotono sulla sicurezza e sulla prosperità dei cittadini dell’Unione. È pertanto fondamentale che l’UE continui a fornire un sostegno tangibile, mirato e credibile ai nostri vicini con vantaggi reciproci in termini di sicurezza e di prosperità”, ha dichiarato il commissario europeo per le relazioni esterne e la politica europea di vicinato Benita Ferrero-Waldner.

Nonostante un contesto globalmente difficile (oltre alla crisi economica e finanziaria mondiale, nell’area ci sono stati i conflitti dell’agosto 2008 tra Russia e Georgia, e l’intervento di Israele a Gaza nel dicembre 2008/gennaio 2009), le relazioni dell’UE con i suoi vicini si sono ulteriormente intensificate nel 2008. I partner dell’Europa hanno portato avanti la riforma delle loro economie e hanno creato maggiori opportunità per le loro società attraverso la modernizzazione.

In materia di politica estera, alcuni Paesi dell’area dell’ex URSS come Armenia, Azerbaigian, Georgia, Moldova e Ucraina si sono allineati con la maggior parte delle dichiarazioni dell’UE per le quali era stato chiesto il loro appoggio. In Medio Oriente, la Commissione europea ha copresieduto una conferenza dei donatori per i palestinesi (con un impegno di 440 milioni di euro nel 2008) e sostiene la stabilizzazione politica e la riconciliazione nazionale, attraverso la riforma elettorale in Libano. L’UE ha svolto un ruolo chiave per la cessazione delle ostilità in Georgia durante il conflitto armato con la Russia, ha sostenuto l’integrità territoriale della Georgia, ha inviato rapidamente osservatori in loco, ha fornito aiuti umanitari immediati agli sfollati interni e ha appoggiato i colloqui di Ginevra per la risoluzione del conflitto. La conferenza internazionale dei donatori per la Georgia e si è impegnata a erogare fino a 500 milioni di euro per il periodo 2008-2010.

Su economia e commercio, l’Ucraina, il più grande Paese dell’ex URSS dopo la Russia, ha aderito all’Organizzazione mondiale del commercio e sta negoziando con l’UE un accordo di libero scambio approfondito e globale. La stessa prospettiva vale in futuro per Georgia e l’Armenia. Nel Mediterraneo, si sono conclusi i negoziati commerciali sui prodotti dell’agricoltura e della pesca con Egitto e Israele, mentre sono ancora in corso quelli con Marocco e Tunisia. Sono iniziati i negoziati sulla liberalizzazione dei servizi e dello stabilimento con Egitto, Marocco e Tunisia. L’UE è il principale partner commerciale di questi Paesi. Nel 2008, le esportazioni nell’UE hanno registrato un aumento a due cifre nel caso di Egitto, Giordania, Libano e Ucraina.

Anche visti e lotta all’immigrazione clandestina sono una priorità nelle relazioni con i Paesi vicini. Gli accordi UE di facilitazione del visto e di riammissione con Ucraina e Moldova sono entrati in vigore il 1° gennaio 2008, e da ottobre con l’Ucraina si lavora per instaurare, a lungo termine, un regime di esenzione. Anche con la Georgia si lavora in questo senso. Nel Nord Africa, a fronte di evidenti progressi per combattere l’immigrazione clandestina con il Marocco, dalla Tunisia i flussi sono aumentati di molto nonostante Tunisi abbia potenziato attrezzature e infrastrutture per rafforzare i controlli alle frontiere e adottato i nuovi passaporti biometrici. Alla Palestina è stata fornita un’assistenza importante per la formazione dei giudici e dei pubblici ministeri e mezzi alla polizia civile.

L’energia è un altro dossier di forte cooperazione. Si sono aperti i negoziati per l’adesione di Moldova e Ucraina al trattato che istituisce la Comunità dell’energia, che comprende impegni per la graduale convergenza con le norme del mercato interno dell’energia dell’UE. Finanziamenti per la sicurezza nucleare sono stati dati all’Ucraina (il Paese di Chernobyl) e all’Armenia. L’UE ha firmato un memorandum d’intesa sulla cooperazione energetica con l’Egitto, un importante produttore di energia. L’Azerbaigian è un partner strategico dell’UE in quanto produttore e paese di transito delle risorse di petrolio e di gas del Caspio. Il vertice dell’Unione per il Mediterraneo del luglio 2008 ha approvato il Piano solare mediterraneo come iniziativa prioritaria dell’Unione per il Mediterraneo.

Sempre in materia di infrastrutture, anche i trasporti hanno beneficiato di una stretta cooperazione. Ad esempio, l”accordo sul trasporto aereo con il Marocco in vigore dal 2007 ha comportato un incremento del traffico del 17%, con la creazione di 52 nuovi collegamenti e l’ingresso sul mercato di 12 nuove compagnie aeree. Negoziati per un accordo analogo sono in corso con l’Ucraina e in programma con la Georgia, e anche con Armenia, Israele e Giordania.

Le altre aree di sostegno europeo hanno riguardato le ONG, l’istruzione, le pari opportunità, l’istruzione sanitaria, la distribuzione idrica, la protezione civile, la ricerca, il volontariato giovanile. Nel 2008 è l’assistenza dell’UE ai partner vicino è salita a 1,71 miliardi di euro, contro 1,67 nel 2007.

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