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In pieno centro a Monza aggredita da anarchici la Croce rossa

16 Maggio 2009

monzacentroSabato pomeriggio verso le ore 17 hanno letteralmente picchiato quelli della croce rossa. Erano una decina che contestavano agli uomini della Croce Rossa la gestione del Centro di via Vigorelli a Milano che assiste gli immigrati in attesa di espulsione.

E’ avvenuto tutto in pieno centro di Monza, sabato pomeriggio, quando per strada c’erano centinaia di persone, anche mamme con bambini. Ci sono stati momenti di panico.
Una decina di persone, e il più anziano avrà avuto una sessantina d’anni, hanno prima lanciato dei volantini in piazza San Paolo sui quali c’erano frasi che accusavano la Croce rossa di maltrattare gli immigrati trattenuti al Vigorelli, da loro gestito; e poi la situazione è degenerata arrivando ad una vera e propria colluttazione. Uno dei contestatori ha sferrato un pugno a un volontario. Nel frattempo urla e grida, insulti hanno paralizzato la vita del centro di Monza.

In meno che non si dica sono intervenute le forze dell’ordine la Polizia Urbana e quelli della stradale. I contestatori si sono spostati da Piazza San Paolo verso Piazza Roma, poi hanno imbucato la centralissima via Italia ma gli animi erano ancora caldi. Inevitabile lo scontro con le forze dell’ordine che alla fine hanno avuto la meglio. Quattro i fermati con le accuse di manifestazione non autorizzata, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. L’operazione è stata gestita dal vice questore Angelo Salis.

Probabilmente questa è stata una reazione all’approvazione del decreto sicurezza del Governo Berlusconi. Ma la Croce Rossa non è nuova ad attacchi di questo genere: la sede provinciale di Milano in passato fu letteralmente distrutta da frange di gruppi automi.

“Il Decreto che prevede l’espulsione degli immigrati può piacere o meno – si difende Bruno Beretta, responsabile provinciale della Croce Rossa – Noi gestiamo il centro Vigorelli di Milano senza aver mai maltrattato nessuno, le accuse che ci vengono rivolte sono infamanti. Noi della Croce Rossa siamo gli stessi che in mezzo al mare assistiamo gli immigrati per primi e siamo gli stessi che li aiutiamo a vivere nel migliore dei modi la fase finale della loro permanenza in Italia. Se la legge prevede che debbano lasciare la nostra nazione, non siamo noi che dobbiamo opporci. Certamente il fatto che sia un corpo umanitario e internazionale a gestire il centro Vigorelli offre maggiori garanzie rispetto al fatto se fosse gestito da guardie penitenziarie”.

 

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