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E se il Gran Premio passasse a Roma, cosa ne pensano i Brianzoli?

7 Maggio 2009

Non tutti scenderebbero in piazza, ma al Gran Premio d’Italia i brianzoli ci tengono, eccome. E non sarebbero neanche disposti ad una soluzione di compromesso: far girare ad anni alterni la Formula Uno a Roma e nell’autodromo di Monza. Questo è quanto è emerso da due giornate di sondaggio su un campione di oltre 400 persone intervistate effettuato dalla redazione di MB News presso il centro commerciale Il Gigante di Villasanta.

mbnewssondaggioalgiganteIl sondaggio è stato realizzato grazie alla sensibilità che il centro commerciale Il Gigante ha dimostrato di avere rispetto ai temi dello sport e della tradizione brianzoli: “Il Gran premio non è solo una questione economica – ha commentato Mauro Longoni, direttore della galleria dei negozi – Se Monza perdesse il Gran Premio d’Italia è come se perdesse una parte di storia e credo che tutti noi dobbiamo fare quello che è in nostro potere affinché ciò non accada”.

Che ai brianzoli perdere tempo non piaccia è noto, soprattutto se sono impegnati in altre faccende come fare la spesa, ma alla parola Gran Premio la stragrande maggioranza dei clienti del centro commerciale si fermava, tendeva le orecchie e si soffermava a rispondere con attenzione alle tre questioni che MB News, quotidiano online di Monza e Brianza, ha posto loro per valutare il sentimento popolare che gravita intorno al momento monzese della Formula Uno.

sondaggio_domanda1aL’89 per cento degli intervistati ritiene che se Monza perdesse il Gran Premio sarebbe una grave perdita per il territorio. Non sono solo questioni economiche, ma quasi tutti sostengono che l’autodromo sia una parte inscindibile dalla storia e dalla tradizione della Brianza. Solo l’11 per cento pensa il contrario e la motivazione è data per lo più da ragioni ambientaliste: d’altronde la formula uno e i suoi decibel invadono, anche se per soli quattro giorni, il più bel parco recintato d’Europa. La parte restante dei no al Gran Premio appartiene a coloro che abitano limitrofi alla cinta del parco, ma a cui tocca sopportare l’altro lato della medaglia in quanto per ben 361 giorni beneficiano della sua vicinanza.

E la maggior parte dei brianzoli non accetterebbe il compromesso di vedere sfrecciare i bolidi un anno sul circuito casalingo e un anno nel quartiere romano dell’Eur: sono il 60 per cento degli intervistati che la pensano in questo modo, mentre il restante quaranta scenderebbe a patti, pur di non vedersi soffiare da sotto il naso questa classica dell’automobilismo.

sondaggio2Ma la Brianza si spacca in due sul fatto di essere disposta a scendere in piazza o a partecipare ad azioni pubbliche per difendere questo patrimonio, che l’anno scorso è stato stimato dalla Camera di commercio di Monza e Brianza del valore di 60 milioni di euro. Forse non sono più i tempi delle manifestazioni, e poi i monzesi si sa come sono, riservati nel manifestare i loro sentimenti. Scenderebbero in piazza magari per altre questioni, ma per il Gran premio preferirebbe raccogliere delle firme e mandare chi di dovere a Roma, o a Monza, a sistemare le cose.

La questione del trasferimento del Gran Premio ad oggi non è affatto chiusa: sono in corso delle trattative riservate tra l’autodromo e la società di Bernie Ecclestone che detiene i diritti della Formula Uno. L’idea di aprire Eur alle corse era venuta a Maurizio Flammini, pilota e imprenditore, già manager dello spettacolo delle super bike. E la sua ottica è di creare un circuito cittadino non alternativo ma complementare a quello monzese, che si potrebbe definire come Gran Premio del Mediterraneo. La data da temere per i tifosi delle terre brianzole è il 2011 in ottobre quando è prevista l’inaugurazione romana. Fino a tale data, però, la convenzione tra Monza e Ecclestone è ancora in vigore.

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