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E’ scomparso don Ghioni, il prete delle opere buone

6 Maggio 2009

umbertoghioniparrocoLo ricordano anche in face book i suoi ragazzi con un gruppo a lui dedicato: “don Umberto”. Don Umberto Ghioni è deceduto lunedì pomeriggio dopo un lunga malattia, ma soprattutto dopo aver fatto moltissimo per la Brianza. A Biassono, città dove era giunto nel 1979, era amato per la sua disponibilità verso gli altri e per la sua innata volontà di aiutare chi era in difficoltà: lui li aiutava tutti.

Da quando aveva scelto la vita sacerdotale, era stato un prete in mezzo alla gente e tra le moltissime associazioni di volontariato ed enti da lui fondati va sicuramente menzionato il gruppo “il seme”, ideato con Emilio Cazzaniga per aiutare le persone portatrici di handicap.

Tre anni fa lasciò a Biassono il suo posto a don Giuseppe Galbusera, ma non aveva smesso di essere impegnato sul fronte del volontariato. Era nato a Varedo nel 1930 e nel 1954 era diventato prete. Per tre anni era stato il cappellano della casa circondariale di Monza. Quello del prete era una vocazione che aveva vissuto con lo stile rigoroso di un tempo, fedele ai riti, ma anche prendendo alla lettera il ruolo sociale che prevedeva un forte impegno per gli altri.

“Era presidente onorario della squadra di calcio – racconta Alessandra Perego che a lui era molto legata – La squadra era nata su testamento sportivo di un trentenne di Biassono che sui campi dell’Oratorio è cresciuto e che lo stesso Don ha ringraziato per l’esempio che è stato per tutti durante l’omelia con la quale dava a Leo (Leonardo Casiraghi – e per lui la squadra era la Leoteam) l’ultimo saluto. Un uomo gentile, un cuore d’oro: è scomparso un prete di cui non si riescono a contare le opere buone che ha fatto”.

ghionieilcalcio

Domani 7 maggio alle ore 15 si svolgeranno i funerali nella sua parrocchia di Biassono. Ci sarnno l’attuale parroco e il vicario episcopale monsignor Armando Cattaneo, sua vecchia conoscenza d’infanzia.

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“Voglio però ricordarti com’eri…”, pubblichiamo la poesia che proprio Alessandra Perego ha dedicato a don Umberto Ghioni:

“Voglio però ricrodarti com’eri
pensare che ancora vivi…
Voglio pensare che ancora mi ascolti
che come allora sorridi…”
Voglio ricordarlo semplicemente per quello che è stato e sempre sarà…come uomo, come Prete, come Parroco.
Altissimo e dolcissimo ascoltatore, uomo di fede e misericordia, sempre pronto ad aiutare con ascolto, preghiere e conforto.
Tutti di lui ricordano le grandi mani appoggiate sulle teste di bambini e ragazzi,
tutti di lui ricordano quei piedi enormi che lo portavano ovunque: dagli ammalati, dalle persone dipendenti (chi da droga chi da alcol), nelle carceri ogni Mercoledì, tra la gente, tra la folla con la sua semplicità di servo di Dio.
Da lui nessun giudizio..per nessuno, ma preghiere e invito a frequentare oratorio e Messa.
Lui attento ai bambini e alla loro sensibilità,
lui pronto a dire 6 messe pur di sposare due ragazzi alla Brughiera se proprio non trovavano chi celebrasse il matrimonio,
lui che donava la sua pensione ai poveri che da lui si recavano a chiedere aiuto,
lui dalla veste lisa ma con cuore e animo più prezioso di qualsiasi diamante,
lui dal sorriso sincero
lui immensamente umile.
Lui aggredito, lui che perdonava e non incolpava,
lui che amava il risotto,
lui che consigliava e riempiva Chiese ed Oratori,
Lui che anche durante la malattia celebrava una Messa semplice, chiara, umana e diretta,
lui per il quale: prima le persone e poi il resto.. e quelle persone le conosceva davvero tutte per nome, cognome, indirizzo, genitori, nonni, mancava il telefono e il codice fiscale ma non mancava di conoscerne l’essenza.
Lui che ha lottato per creare “Il seme”ove accogliere i suoi disabili,
lui umile che ringrazia un semplice ragazzo di trent’anni per il bell’esempio e insegnamento che ha saputo dare a tutti,
Lui presidente onorario dell squadra dedicata a questo ragazzo,
lui che con quei giocatori, rideva e scherzava prima delle partite quando li andava a trovare..
lui….
lui che sdraiato nel suo letto non mancava di voler sentire la mano dei suoi visitatori,
lui che li cercava con la mano,
lui che gioiva della visita anche se stanco,
lui che la sera prima con quelle due dita ha cercato di benedire quel bambino che gli chiedeva se sarebbe guarito…
lui che gioia per ogni visita e lo si vedeva dal viso illuminato e gli occhietti che si aprivano….
lui sempre e comunque lui che invitava alla pazienza e al rispetto,
lui che se veniva fotografato con una macchina piccola ti chiedeva come faceva a starci tutto visto che era cosi grande e grosso…
lui che quando è nato è stato definito “sgurbiet” dalla levatrice,
lui che è diventato cosi grande ed imponente fuori ma ancora più dentro..
Lui che se non era per la sua mamma che ha messo via dei soldi per acquistargli una casa, non avrebbe avuto neanche quella in cui ha trascorso gli ultimi anni…
lui che oggi la dialisi, domani (se non oggi stesso) il confessionale e la Messa..
luiche ha vissuto per i poveri e con i poveri,
con i giovani e per i giovani,
per gli ammalati e con gli ammalati,
con i detenuti e per i detenuti,
con i disagiati e per i disagiati,
per i meno fortunati e con i meno fortunati,
che l’unico per il quale non ha vissuto era proprio un certo Umberto Ghioni…
lui che per noi sarà sempre LUI,
Noi che guardando il dielo lo troveremo nella stella che ci indica la rotta,
noi che sentiremo ancora la sua mano sulla testa,
la sua voce nel cuore.
Noi che per noi era IL PARROCO anche se non eravamo di Biassono o se ce n’eravamo andati,
noi che per noi era “IL NOSTRO PARROCO”,
Noi che vogliamo ricordarlo cosi, semplicemente per quello che era: un gigante buono.
Il nostro semplice GRAZIE per essere entrato nelle nostre vite… e perchè quei tuoi gesti NOI li sentiremo per sempre.

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