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Chiusura della procedura sulla protezione naturale della laguna di Venezia

5 Maggio 2009

La Commissione europea è in procinto di chiudere il procedimento nei confronti dell’Italia sulla normativa UE sulla protezione dell’ambiente naturale e alla costruzione di dighe mobili nella laguna di Venezia. Le dighe sono finalizzate a ridurre il rischio di inondazione e a proteggere la città, ma allo stesso tempo hanno ripercussioni sul patrimonio ecologico della laguna. A seguito delle misure che le autorità italiane hanno proposto di recente per limitare l’entità dei danni agli ecosistemi e compensare l’impatto delle opere, e considerate le finalità del progetto, la Commissione intende ora chiudere il caso.

Il commissario europeo all’ambiente, Stavros Dimas, ha commentato: “Mi compiaccio delle misure che le autorità italiane hanno proposto in questo caso, che puntano a limitare l’impatto ambientale di questo importante progetto. Seguiremo comunque da vicino l’applicazione dei provvedimenti proposti per garantire che siano applicati nella loro interezza e che raggiungano tutti gli obiettivi fissati.”

Il progetto Mo.S.E. attualmente in corso è finalizzato a ridurre il rischio di inondazioni della laguna di Venezia grazie ad un sistema di dighe mobili. Oltre a Venezia, città con un patrimonio culturale e architettonico straordinario, la laguna ospita anche zone di grande importanza ecologica a livello europeo, designate come siti “Natura 2000”. Quando hanno autorizzato la costruzione delle dighe le autorità italiane non hanno seguito correttamente le normative UE sulla protezione della natura ; in particolare, hanno valutato in maniera insoddisfacente l’impatto del progetto sulle zone protette senza proporre tutte le necessarie misure di mitigazione e compensazione. La Commissione ha pertanto inviato alle autorità italiane due lettere di diffida, rispettivamente nel dicembre 2005 e nel luglio 2007.

Le autorità italiane si sono ora impegnate a mettere in atto una serie di misure per contenere l’impatto sulle aree protette e alcune di esse sono già state adottate. Fra queste figurano la sospensione di alcune opere in determinati periodi dell’anno per non perturbare eccessivamente gli uccelli che popolano la laguna, il controllo dei lavori da parte di organismi indipendenti e la creazione di un sito web aperto al pubblico attraverso il quale fornire informazioni sui lavori in corso e sugli esiti del monitoraggio ambientale e infine la designazione di altre zone nella laguna quali siti d’importanza comunitaria protetti nell’ambito della direttiva Habitat.

Dopo aver valutato le nuove misure proposte la Commissione si appresta a chiudere il caso, ribadendo la necessità di garantire un giusto equilibrio tra l’esigenza di tutelare Venezia, da un lato, e quella di salvaguardare l’importanza ecologica della laguna dall’altro. La Commissione continuerà a vigilare sull’attuazione del pacchetto di misure annunciato dalle autorità italiane.

L’ambiente naturale europeo è tutelato da due normative fondamentali: la direttiva sugli eccelli selvatici e la direttiva sugli habitat. Nell’ambito della prima gli Stati membri sono tenuti a designare i siti più adatti come zone di protezione speciale (ZPS) per la conservazione delle specie ornitologiche selvatiche. Al fine di valutare il rispetto dell’obbligo di classificazione delle ZPS da parte degli Stati membri la Commissione si avvale dei dati ornitologici più aggiornati.
La direttiva Habitat impone invece agli Stati membri di designare siti di importanza comunitaria (SIC) per la conservazione dei tipi di habitat naturali e per tutelare varie specie opportunamente elencate. Le ZPS e i SIC, insieme, formano la rete Natura 2000 delle zone protette, lo strumento più importante di cui dispone l’UE per conservare gli habitat naturali e le specie animali e vegetali che li abitano.

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