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Caritas: due distretti per gestire il Fondo Famiglia Lavoro

10 Maggio 2009

caritasDue organismi per la gestione del Fondo Famiglia Lavoro promossa dal Cardinale Dionigi Tettamanzi: il Distretto del Fondo e la Commissione Decanale. Li ha istituiti il decanato di Monza composto dalle città di Monza, Brugherio e Villasanta.

Il Distretto del Fondo è il luogo in cui vengono compilate, attraverso dei colloqui, le schede di rilevazione dei dati. E’ un servizio di secondo livello a cui si accede su appuntamento.I distretti per il decanato di Monza sono due, uno a Monza e l’altro a Brugherio.

A Brugherio da questa settimana è attiva presso le Acli una segreteria telefonica al numero 039 -59 63 961 al quale è possibile lasciare un messaggio indicando il nome cognome e numero telefonico. Con la dovuta discrezione gli operatori Caritas o delle Acli provvederanno a ricontattare la persona e nel caso sarà fissato un appuntamento. Se dai colloqui è accertato che la persona ha i requisiti per ottenere il contributo allora si procede alla compilazione di una domanda che sarà inviata alla Commissione Decanale.

Il distretto di Monza, invece, ha competenza su Monza e Villasanta. Anche qui si accede per appuntamento previa segnalazione da parte dei Centri d’Ascolto Caritas, dalla San Vincenzo, dai Parroci o dai Sacerdoti nonché dalle Comunità Parrocchiali o altri Enti. Le persone interessate quindi, a differenza di Brugherio, dovranno prima prendere contatto con i centri sopra indicati. La sede del distretto è presso la Caritas Decanale di via Zucchi 22 a Monza. Il distretto di Monza è composto da sette operatori in rappresentanza di Caritas, Acli e San Vincenzo, che si alternano nei colloqui con le persone richiedenti.

Sia a Brugherio che a Monza gli operatori del distretto compilano la domanda ma non danno una valutazione rispetto alla possibilità effettiva di ricevere il contributo: questo è compito della Commissione Decanale. La Commissione Decanale è composta da un rappresentante della Caritas, dall’Arciprete, Mons Silvano Provasi che, come è noto, ha delegato don Augusto Panzeri, da un membro della San Vincenzo e da un rappresentante delle Acli. Essa ha il compito di raccogliere le domande che provengono dai due distretti e di valutarle tramite un punteggio numerico e, nel caso questo fosse positivo, di inviarle all’organismo della Curia predisposto al controllo e all’erogazione del contributo. In Curia verrà decisa anche la somma del contributo, che può arrivare ad un massimo di 1000 euro al mese per famiglia richiedente. Sarà poi la parrocchia di residenza del richiedente che erogherà effettivamente il contributo.

“Va precisato – spiegano alla Caritas – che il Fondo non deve essere considerato uno stipendio alternativo al lavoro perso, ma un aiuto temporaneo oltre che uno stimolo per rimettersi in gioco e riproporsi in altri ruoli lavorativi con la certezza anche momentanea di poter ricevere un sostegno economico. Il Fondo Famiglia Lavoro vuole essere solo  un segno di solidarietà in un momento di crisi e di difficoltà per molti soprattutto per le fasce più deboli.

Per poter accedere al contributo è necessario:

– essere cittadini italiani oppure stranieri con permesso di soggiorno in regola;

– avere la residenza nella diocesi di Milano;

– aver perso il lavoro negli ultimi mesi (approssimativamente dal gennaio 2009). (La perdita del lavoro deve essere legata alla crisi e non ad altre motivazioni);

– non si deve usufruire di altri rilevanti sussidi economici, statali e non, come per esempio la cassa integrazione, la mobilità, ecc…

A questi criteri si aggiunge l’importanza del numero dei componenti del nucleo famigliare e della presenza di ulteriori aggravi (mutuo, affitto, ecc…).

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